Innovazione farmaceutica e governance della spesa: facilitare accesso alle cure

integratori-alimentariSe nel campo clinico e farmaceutico sono stati compiuti negli ultimi 20 anni progressi inimmaginabili nella diagnosi e nel trattamento di gravi malattie, prima di tutto in campo oncologico, con il continuo ingresso di nuove soluzioni terapeutiche basate su terapie target e su combinazioni di farmaci biologici, è ora arrivato il momento che tutti gli attori del Sistema affrontino con responsabilità le nuove sfide della sostenibilità e della governance della spesa.

Numerosi sono gli esempi di accordi innovativi per la negoziazione del prezzo di farmaci ad alto costo a cui stanno lavorando da tempo i Sistemi Sanitari di tutta Europa, con l’obiettivo da un lato di garantire il principio universale di diritto alla migliore terapia e dall’altro di assicurare la sostenibilità del Sistema di governance della spesa farmaceutica pur remunerando l’innovazione e gli investimenti che ne sono alla base.

E’ questo l’ambizioso tema dell’incontro “Il pricing dei farmaci innovativi. Modelli e sistemi per l’accesso all’innovazione e la sostenibilità degli investimenti, svoltosi oggi al Senato della Repubblica con il contributo incondizionato di Roche, cui hanno preso parte esponenti del mondo scientifico, industriale e regolatorio.

Nel corso dei lavori è stato evidenziato come in campo clinico si stia sempre più spesso andando verso l’identificazione di target specifici di pazienti, il cui profilo può meglio rispondere a terapie farmacologiche innovative. La stessa molecola quindi può essere oggetto di accordi differenziati sulla base del beneficio incrementale per ciascuna indicazione approvata. Una strada già intrapresa nel nostro Paese, ad esempio con la negoziazione di un prezzo multi-indicazione per bevacizumab, molecola innovativa per il trattamento di gravi forme oncologiche metastatiche, che testimonia ancora una volta a buon diritto come l’Italia si annoveri tra i sistemi più evoluti nel coniugare innovazione e accesso alla cura.

Secondo Paolo Siviero, Senior Advisor Principia, l’ulteriore evoluzione a cui potrebbe aspirare il nostro Sistema Sanitario è “l’attivazione di un doppio binario di pricing che preveda l’istituzione di accordi negoziali in forza dei quali se da un lato parte del costo viene legato al successo terapeutico, dall’altro prevedono la possibilità di rivalutare il prezzo grazie ai dati raccolti nei registri Aifa.” Spesso si tende a fare riferimento a diversi modelli vigenti nei paesi stranieri, oggetto di analisi nell’incontro di oggi, che presentano punti di forza e debolezze strutturali. “Il modello ICER ad esempio (Incremental Cost Effectiveness Ratio), – continua Siviero – è un criterio di valutazione che ha fallito nell’intento di governare i prezzi dei farmaci, avendo come conseguenza diretta di applicazione il ridotto accesso alle terapie per patologie più gravi, come nel caso dei tumori metastatici, dove il beneficio è dato da un guadagno in termini di sopravvivenza, ma non ancora di cura”.

Un incoraggiante segnale circa la disponibilità di molecole in grado di curare e far regredire sempre più forme anche gravi di malattia oncologica viene dal Rapporto AIRTUM 2014, secondo il quale se il numero degli italiani cui sia stato diagnosticato nel corso della vita un tumore progressivamente cresce (3 milioni previsti nel 2015, con una crescita del 3% all’anno), è inconfutabile che grazie ai nuovi farmaci 1 su 4 delle persone può considerarsi già guarita perché tornata ad avere la stessa aspettativa di vita della popolazione generale.

Oggi i farmaci innovativi consentono di raggiungere obiettivi clinici un tempo inimmaginabili. – ha ricordatoMaurizio de Cicco, Vice Presidente Farmindustria e Amministratore delegato Roche – Questo deve portare tutti gli attori del Sistema a superare l’attuale modello di governance della spesa farmaceutica nel rispetto del diritto alla migliore terapia per ogni singolo paziente. Nel nostro Paese è già stato fatto molto in questi anni per coniugare innovazione e accesso, non da ultimo il lavoro del Tavolo per la farmaceutica che ha l’obiettivo di affrontare questi temi, partendo dall’esigenza di dare rapido accesso e riconoscimento adeguato per l’innovazione, con benefici per i pazienti e per la competitività. Ciononostante – conclude de Cicco – rischiamo di rimanere imbrigliati in un sistema vincolato che si basa ancora su tetti di spesa inadeguati a discapito di un approccio dinamico, capace di valorizzare i vantaggi di un modello virtuoso”

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