Esame avvocato 2013: tracce probabili e soluzioni prove scritte

Ultimi aggiornamenti oggi 9 dicembre 2013 relativi all’esame d’abilitazione per la professione da avvocato. Manca ormai pochissimo alle tre prove scritte. La concentrazione maggiore si focalizza proprio su queste prove proprio perchè sono le più difficili.

Lo scorso anno molti candidati, che ci riprovano quest’anno, non superarono le prove scritte e dunque non riuscirono ad arrivare all’orale.

Nella scorsa stagione ci fu una vera e propria strage in particolare in alcune regioni italiane dove è risaputo che le Commissioni sono molto severe.Risultati esame avvocato 2013: Roma, Milano, Torino, Brescia tutte le città


In queste ore molti aspiranti avvocati continuano a studiare, a ripetere i concetti di teoria più complicati, a simulare l’esame, a esercitarsi con le vecchie tracce e a disperarsi.

Ma quali saranno le tracce ufficiali probabili? E’ difficile indovinare le tracce delle tre prove scritte. Soprattutto dal momento che sappiamo bene che gli argomenti sono tantissimi e svariati.


Per quanto riguarda civile si passa da Contratti cd. misti, Successioni, Azione di riduzione, Azione di riduzione e termine di prescrizione, Testamento olografo, Condizione apposta a disposizione testamentaria.

Annullamento del testamento per incapacità naturale, Famiglia, Separazione consensuale.

Mutamento della separazione consensuale in giudizio con addebito, Assegnazione della casa familiare e prescrizioni in tema di residenza, ecc.

ESERCITAZIONE TRACCIA:

Tizio nel giugno del 2000 vendeva a Caio un appartamento di cospicuo valore sito all’interno del condominio Beta, omettendo all’acquirente che l’appartamento in questione necessitava di diversi, sia pur modesti, lavori di ristrutturazione, soprattutto in relazione ad un muro dell’appartamento per il quale 5 anni addietro il condominio confinante aveva proposto azione di danno temuto ottenendo, altresì, la condanna del condominio Beta, ad eseguire i lavori di messa in sicurezza.

Caio, nel marzo 2007 scopre tale evenienza e, rivoltosi al suo legale di fiducia gli espone la questione nei termini di cui sopra, chiedendogli un parere in ordine alla possibilità di proporre ancora azione di annullamento del contratto di acquisto dell’appartamento per dolo del venditore. Caio, infatti, afferma che se Tizio non gli avesse taciuto le circostanze di cui sopra di certo non avrebbe acquistato l’appartamento.

Il candidato, assunte le vesti del legale di Caio premessi brevi cenni sul dolo contrattuale quale vizio del consenso, rediga motivato parere in ordine alla proponibilità di un’ eventuale azione di annullamento.

GIURISPRUDENZA

Cassazione civile , sez. II, 20 aprile 2006 , n. 9253: Il dolo omissivo, pur potendo viziare la volontà, è causa di annullamento, ai sensi dell’art. 1439 c.c., solo quando l’inerzia della parte si inserisca in un complesso comportamento, adeguatamente preordinato, con malizia o astuzia, a realizzare l’inganno perseguito, determinando l’errore del deceptus.

Pertanto, il semplice silenzio, anche in ordine a situazioni di interesse della controparte, e la reticenza, non immutando la rappresentazione della realtà, ma limitandosi a non contrastare la percezione della realtà alla quale sia pervenuto l’altro contraente, non costituiscono di per sé causa invalidante del contratto.

(Nella specie è stato escluso che potesse integrare il dolo omissivo in ordine alle effettive condizioni dell’immobile compravenduto la circostanza che l’alienante avesse taciuto all’acquirente la pendenza, al riguardo, di un’azione di danno temuto proposta da terzi).