Oggi 8 novembre 2013 il logo di Google si trasforma e cambia colore e carattere. Il doodle raffigura oggi il test di Hermann Rorschach.
Il motore di ricerca di Mountain View vuole far divertire gli internauti. Il test vi propone un quadrato con vari disegni. Si tratta di macchie in bianco e nero e ognuno di noi può divertirsi a vedere quello che vuole. E’ un modo per dare spazio alla fantasia, alla nostra personalità e magari anche ai desideri nascosti e più profondi.
Si tratta di un test che ci fa comprendere il funzionamento e la struttura della personalità di un essere umano. Non esiste nessuna tecnica di indagine della personalità, nessuno strumento o sistema più potente, affidabile e sicuro del Test ideato da Hermann Rorschach.
Gli psicologi sanno bene di cosa si tratta. Hermann Rorschach è nato a Zurigo (Svizzera) l’8 novembre 1884, figlio di Ulrich Rorschach (artista e pittore) e Filippine Wiedenkeller, morti nel 1896, lasciano Hermann e due fratelli completamente orfani.
Studia medicina in Svizzera e in Germania consegue la laurea nel 1912.
La foto che vedete sopra è la tavola I. Si tratta di una macchia di inchiostro nero con forma approssimativamente triangolare con la punta in basso.
Risposte comuni:
pipistrello, farfalla, farfalla notturna, falena, figura femminile (nel centro della macchia).
Altre risposte:
maschera, fuoco fatuo, muso di animale (volpe o simili)
Risposte a sfondo sessuale:
una donna (anche seminuda) nella figura centrale, un paio di seni senza testa (le due incurvature tonde in cima alla macchia centrale)
Risposta critica:
qualcuno che tratta male la donna al centro.
Comportamento di risposta: dare almeno un paio di risposte in fretta, non preoccuparsi se sono banali. Rispondere soltanto con “maschera”, “muso di animale”, ecc., può essere talvolta interpretato come segno di schizofrenia.
Ma è già nel 1911 che ha iniziato le sue prime ricerche sul gioco delle macchie a inchiostro” Klecksographie “, che praticò per 10 anni in vari ospedali psichiatrici.
Ha Completato i suoi studi in psicoanalisi nella clinica psichiatrica di Zurigo (sotto l’indirizzo Bleuler). Ha pubblicato una serie di articoli in relazione ad allucinazioni, simbolismo sessuale, pittura e disegni su
schizofrenia, ecc.
Poiché questo test è conosciuto in diverse parti del mondo si sono sviluppate differenti scuole per la comprensione di test, come ad esempio la S. psicometrica Beck e M. Hertz , B. Klopfer con approccio psicodinamico;
(1935-1945) Piotrowski con vari contributi sperimentali al biologico e Rapaport e Schafer inserendo più
innovazioni psicoanalitiche contemporanee con tutto questo test.
Sono stati pertanto sollevati diverse interpretazioni del test di Rorschach in queste scuole, che ha portato a un ampio anticipo nello studio delle sue varie applicazioni, ma alle fine conflitti e divergenze hanno portato nel tempo a raggiungere un accordo su una interpretazione comune.
Tuttavia, ci sono autori contemporanei ed integratori di queste scuole come ad esempio J. Exner e Bohm.
Secondo il dott. Pietro Porcelli, psicologo e psicoterapeuta, autore del libro “Il test di Rorschach secondo il sistema di Exner”, ed. Erickson, a cura di Luigi Di Giuseppe):
…le macchie non sono del tutto ambigue e non strutturate, anzi. Vi è un aneddoto curioso: dopo aver elaborato e verificato sperimentalmente questa sua ipotesi, Exner ha trovato nell’archivio di Hermann Rorschach, messo a disposizione dai figli, le note dello stesso Rorschach in cui descrive come ha ottenuto le 10 (in origine 15) tavole:
non spargendo casualmente inchiostro sul foglio, come abbiamo sempre creduto, ma dipingendo ciascuna tavola sui prototipi delle macchie casuali (alcuni di questi prototipi possono esser visti nel museo “Rorschach Archives” recentemente inaugurato a Berna), facendo particolare attenzione alla rassomiglianza delle aree con specifici oggetti (un esempio per tutti, gli animali quadrupedi nei dettagli rosa laterali della Tavola VIII).
Il test è quindi un test di performance cognitiva basato sulla percezione di tipo problem solving, in cui il meccanismo della proiezione viene qualche volta utilizzato.”