Riforma pensioni Giovannini Damiano governo Letta 2013: staffetta generazionale e flessibilità

Non si parla più d riforma pensioni da diverse settimane, ma questo non vuole dire che il governo non abbia in agenda interventi decisi per modificare la legge Fornero. Flessibilità, questione esodati e staffetta generazionale, sono i punti cardine attorno ai quali ruotano le proposte di Damiano, attualmente sul tavolo di Letta.Riforma pensioni Giovannini Damiano governo Letta 2013: staffetta generazionale e flessibilità


Consentire a chi è in età di pensione di anticipare o posticipare l’abbandono al posto di lavoro con malus e bonus. Questa la priorità. L’idea è di tagliare dell’8% l’assegno di chi lascia a 62 anni, del 6% quello di chi lavora fino a 63 anni, del 4% il conto di chi va in pensione a 64 e così via, fino alla neutralità di chi invece va in pensione all’età naturale di 66 anni. Al contrario chi lavora fino a 67 anni (più, come sempre, i mesi aggiuntivi dettati dall’adeguamento automatico) potrebbe avere un bonus del 2%, che sale al 4% per chi rimane al lavoro fino a 68 anni e così via fino all’8% per chi va in pensione a 70 anni.


C’è poi la questione della staffetta generazionale che consisterebbe nell’affiancare ai lavoratori vicini alla pensione dei giovani che subentrerebbero part time. In questo si consentirebbe ai primi l’accumulo di contributi utili per l’assegno previdenziale e ai secondi un graduale inserimento nel mondo del lavoro.

Ma il mondo della politica si arrovella anche su altre questioni:
“A settembre inizieremo una mobilitazione totale di tutti gli amministratori, dei sindaci, delle regioni del nord per cancellare il patto di stabilità”. Lo dice Maroni, segretario della Lega. Il governatore della Lombardia si augura che il governo sappia dare risposte giuste altrimenti “ci sarà un braccio di ferro, perché non possiamo attendere l’inerzia del governo romano”. Alternativa a esecutivo Letta? Per Maroni ci vuole “un governo che governi o un altro governo anche andando a votare”. Questo “sembra un governo impazzito”.

L’Italia nei prossimi mesi subirà uno “shock economico che porterà a disordini e rivolte. Qualcosa che non può essere dominato dalla politica”. Lo dice l’ideologo del Movimento 5 Stelle, Casaleggio che prevede “non una guerra civile”, ma “situazioni difficilmente controllabili dal punto di vista dell’ordine pubblico”. Se Napolitano chiedesse al M5S di entrare in un nuovo governo con il Pd? “Uscirei dal Movimento”, è la risposta di Casaleggio. Quali sono i limiti del Capo dello Stato? “L’età ed è in politica da molti anni. E’ necessario un ricambio”.

Intanto oggi è il gran giorno dell’Imu. Si discute al ministero del Tesoro, dove si confronteranno i tecnici e i rappresentanti dei partiti che sostengono l’esecutivo. Si ascolteranno le proposte del ministro dell’Economia, Saccomanni, sul superamento della tassa e sulle coperture necessarie. Il mancato pagamento dell’Imu sulla prima casa vale infatti 4 miliardi, cui vanno aggiunti altri 2 miliardi per il mancato aumento Iva fino al 31 dicembre Secondo il ministro per le Autonomie, Del Rio, intervistato dalla Stampa, l’accordo per l’Imu è vicino: si pagherà solo sulle prime case di lusso.

Ma come detto esodati, giovani e pensionati aspettano novità dal governo Letta sul nodo pensioni. Una riforma è necessaria per assicurare un presente e un futuro prossimo ai pensionati di oggi e soprattutto una prospettiva ai giovani che hanno la terribile sensazione, quando versano i contributi, di pagare per un fondo perduto.