Riforma pensioni Giovannini governo Letta: ultime notizie legge Fornero, esodati, quota 96

La riforma pensioni sarà il principale nodo da sciogliere, da parte del governo, dopo l’estate. Letta ha rimandato il possibile la decisione finale, ma passato agosto bisognerà affrontare la questione.Riforma pensioni Giovannini governo Letta: ultime notizie legge Fornero, esodati, quota 96


Le pensioni costano allo stato il 16% del Prodotto interno lordo. Ciò nonostante i nostri pensionati non se la passano certo bene, considerato che quasi la metà degli oltre 15 milioni di pensionati prende meno di 1.000 euro e circa un terzo tra i 500 e i 1.000 euro. Secondo i dati del rapporto annuale dell’Inps 2012, inoltre, vengono erogate ogni mese, fra private e pubbliche, circa 21,1 milioni di pensioni. Si tratta di pensioni di natura sia previdenziale che assistenziale, distribuite a oltre 15,9 milioni cittadini, per un importo complessivo, nel 2012, di 261,3 miliardi di euro.


L’ipotesi attuale è quella di introdurre maggiore flessibilità. Come? Si vorrebbe tagliare dell’8% l’assegno di chi lascia a 62 anni, del 6% quello di chi lavora fino a 63 anni, del 4% il conto di chi va in pensione a 64 e così via, fino alla neutralità di chi invece va in pensione all’età naturale di 66 anni. Invece chi lavora fino a 67 anni (più, come sempre, i mesi aggiuntivi dettati dall’adeguamento automatico) potrebbe avere un bonus del 2%, che sale al 4% per chi rimane al lavoro fino a 68 anni e così via fino all’8% per chi va in pensione a 70 anni.

Letta e Giovannini hanno anche a cuore il problema degli esodati, vale a dire quei lavoratori che con la riforma Fornero si sono trovati nel limbo di restare senza lavoro senza aver ancora maturato gli anni di contributi minimi.

Un problema consistente, considerato che gli esodati in tutta Italia sono circa 130 mila, ma secondo alcune stime si arriva anche a 350mila senza dimenticare gli esodandi, quelli che stanno per ritrovarsi nella stessa situazione.

Si pensa anche alla staffetta generazionale, con cui si affiancherebbero giovani leve a lavoratori vicini ad andare in pensioni dividendo la giornata di lavoro: in questo modo i giovani inizierebbero a lavorare e chi sta andando in pensioni continuerebbe a maturare contributi.

E poi c’è la Quota 96, che nonostante abbiano i requisiti non possono andare in pensione. Il governo deve dare risposte in tempi brevi. E l’esecutivo sarebbe già al lavoro, come spiegato dal ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza per cercare di dare una risposta prima dell’estate.

Intanto si è concluso il vertice di maggioranza convocato questa mattina a Palazzo Chigi per discutere di Imu e Iva e delle coperture finanziarie. Sullo sfondo, la solidità dei conti pubblici e la crisi. Attesa a breve una nota della presidenza del Consiglio dei Ministri. Intanto, il presidente del gruppo Misto alla Camera, Pisicchio, incalzato dai giornalisti, ha dichiarato: “Il clima è stato sereno. Non mi fate dire altro. Se si è parlato del caso Ablyazov? Non abbiamo proprio toccato l’argomento”.