La Riforma sulle pensioni, ormai è evidente, verrà affrontata dal governo Letta solo dopo l’estate, la speranza è non oltre settembre. Nelle intenzioni dei tecnici dell’esecutivo c’è da affrontare il tema legato alla modifica della legge 214/11 Fornero secondo cui chi va in pensione anticipata prima dei 62 anni di età subisce una penalizzazione economica o l’obbligo di recuperare i giorni di assenza dal lavoro. Cosa che vale anche per lavoratori con contributi superiori ai 40 anni di versamenti.
L’assessore regionale alle pari opportunità dell’Emilia Romagna Donatella Bortolazzi ha scritto una lettera al ministro del lavoro Enrico Giovannini e alla vice ministra Cecilia Guerra auspicando interventi risolutivi: “La riforma delle pensioni va cambiata. Non si possono penalizzare i lavoratori, soprattutto le donne, toccando in particolare chi è stato a casa dal lavoro per farsi carico dell’assistenza di bambini e altri familiari”.
“Oggi pomeriggio al Senato primo sì alle riforme costituzionali. Un passo avanti per la necessaria riforma della politica. Rispettando i tempi”. Lo ha detto presidente del Consiglio Letta, dopo il voto di Palazzo Madama.
C’è “la necessità di fare le cose perché si devono fare, di farle bene”. Meglio chi lavora nell’ombra per fare bene ai “protagonisti vocianti che in questi giorni cercano l’immediato consenso per cose effimere”. Fare bene le cose, insiste, “non per un titolo di giornale o per l’apertura di telegiornale”. Ma fare cose giuste come “gli scalpellini medioevali che facevano perfettamente anche quelle guglie che non davano sulla facciata e che solo i piccioni e Dio potevano vedere”.