Riforma pensioni Giovannini: Letta su esodati, quota 96 scuola e difesa

La riforma delle pensioni corre il rischio di perdere posizioni nelle priorità del Governo Letta, impegnato in questi mesi prima dell’estate con i nodi legati alla tassazione, come Imu e Iva, senza dimenticare il tema del lavoro.


Le modifiche alla tanto vituperata legge Fornero (ma che secondo gli esperti è stata un male necessario) scivoleranno dopo l’estate. Lo ha spigato lo stesso Ministro del Welfare Giovannini che deve risolvere in fretta anche la questioni degli esodati, dei lavoratori quota 96 del comparto scuola e quelli della difesa.


Uno degli scenari possibili è quello in fase di discussione alla Commissione Lavoro della Camera che prevede l’approvazione della proposta di riforma Damiano. Si tratterebbe di dare maggiore flessibilità in uscita dal mondo del lavoro con una età pensionabile pari a 66 anni con 35 di contributi.

Coloro i quali sceglieranno di andare in pensione prima di questa soglia si vedranno decurtare un 2% per ogni anno di anticipo fino ai 62 anni, minimo fissato per legge, mentre chi rimane oltre i 66 anni, fino ad un’età massima di 70 anni, riceve un incentivo del 2% per ogni anno di ritardo.

Come detto si parla anche di lavoro: il nuovo decreto Lavoro aiuterà “l’assunzione di 200mila giovani italiani, con intensità maggiore nel Centro-Sud, ma con un intervento che riguarda l’intero Paese”, spiega il premier Letta in conferenza stampa. Con 1,5 miliardi di euro stanziati, “puntiamo -dice- a dare un colpo duro alla piaga della disoccupazione giovanile”. In arrivo anche una carta per l’inclusione sociale che servirà a combattere la povertà estrema. Quanto al rinvio dell’aumento Iva, “dimostra la volontà del governo di aiutare l’economia “senza sfasciare i conti” “Dobbiamo dare un segno che la nave dei nostri conti pubblici ha al timone persone responsabili” spiega Letta.