Il 26 e 27 maggio si vota anche per le elezioni comunali ad Avellino. Nel grande rimescolamento elettorale che caratterizza la campagna elettorale per eleggere il nuovo sindaco di Avellino – 22 liste e 675 candidati al consiglio comunale – resiste un forte elemento di continuità con l’esperienza democristiana che in provincia di Avellino, per decenni, ha potuto contare su una classe dirigente nazionale che ha avuto i suoi massimi riferimenti in Ciriaco De Mita e Nicola Mancino.
Quattro dei nove candidati alla carica di sindaco, sulla carta accreditati della vittoria, hanno infatti tutti militato nella Dc sin da giovani prima di approdare, a partire dalla prima metà degli anni ’90, in altri partiti e movimenti politici. Sono: Nicola Battista (Pdl), medico; Paolo Foti (Pd), direttore dimissionario dell’Associazione costruttori; Dino Preziosi (Udc), direttore generale dell’ azienda di trasporti Air e Virgilio Cicalese (Scelta Civica), primario di urologia al “Moscati” di Avellino.
La scheda reca i nomi e i cognomi dei candidati alla carica di sindaco, scritti entro un apposito rettangolo, al cui fianco sono riportati i contrassegni della lista o delle liste con cui il candidato è collegato.
L’elettore può votare:
• per una delle liste, tracciando un segno sul relativo contrassegno; il voto così espresso si intende attribuito anche al candidato sindaco collegato;
• per un candidato a sindaco, tracciando un segno sul relativo rettangolo, non scegliendo alcuna lista collegata; il voto così espresso si intende attribuito solo al candidato alla carica di sindaco;
• per un candidato a sindaco, tracciando un segno sul relativo rettangolo, e per una delle liste collegate, tracciando un segno sul relativo contrassegno; il voto così espresso si intende attribuito sia al candidato alla carica di sindaco sia alla lista collegata;
• per un candidato a sindaco, tracciando un segno sul relativo rettangolo, e per una lista non collegata, tracciando un segno sul relativo contrassegno; il voto così espresso si intende attribuito sia al candidato alla carica di sindaco sia alla lista non collegata (cd. “voto disgiunto”).
L’elettore potrà altresì manifestare non più di due voti di preferenza per candidati alla carica di consigliere comunale, scrivendo, nelle apposite righe stampate sotto ogni contrassegno di lista, i nominativi (solo il cognome o, in caso di omonimia, il cognome e nome e, ove occorra, data e luogo di nascita) dei candidati preferiti appartenenti alla lista prescelta, avendo però presente che, nel caso di espressione di due preferenze, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, a pena di annullamento della seconda preferenza.
Per il ballottaggio il voto si esprime tracciando un segno sul rettangolo entro il quale è scritto il nome del candidato sindaco prescelto.