Dal 18 al 25 maggio 2013 si celebra la Settimana Mondiale della Tiroide il cui scopo primario sarà quello di sensibilizzare l’opinione pubblica e il mondo scientifico sui crescenti problemi legati alle malattie della tiroide, con particolare riguardo all’azione preventiva della iodoprofilassi, ovvero l’uso di sale fortificato con iodio.
La tiroide è la ghiandola endocrina preposta alla sintesi e alla secrezione degli ormoni tiroxina e triiodotironina, che hanno un ruolo essenziale metabolismo (basale, lipidico e glicidico, osseo) sull’apparato cardiovascolare, e svolge un ruolo centrale nello sviluppo nervoso e scheletrico del feto e del bambino.
Le malattie della tiroide sono di frequente riscontro nella popolazione generale, con una forte predilezione per il genere femminile, e possono colpire tutte le età compresa l’età fetale e neonatale.
La causa più frequente di patologia tiroidea nella popolazione mondiale è la carenza alimentare di iodio che si manifesta con un aumento di volume della tiroide (“gozzo”) con formazione di noduli.

L’ecografia tiroidea spesso riscontra noduli asintomatici di dimensioni anche molto piccole con una frequenza che aumenta progressivamente con l’età e pone il problema di una possibile presenza di tumore della tiroide. Fortunatamente, i tumori maligni della tiroide sono rari (circa l’1% di tutti i noduli tiroidei) e sono suscettibili di terapie efficaci nella maggior parte dei casi. Inoltre se la patologia tiroidea è diagnosticata nella fase iniziale non presenta difficoltà di cura.
Nelle aree dove la popolazione ha un adeguato apporto alimentare di iodio un fattore che gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo delle malattie della tiroide è l’autoimmunità, che può dare origine ad ipotiroidismo (tiroidite di Hashimoto, riscontrabile nell’8-10 % della popolazione generale, e che oltre i 75 anni può colpire 1 su 5 donne), o ipertiroidismo (morbo di Basedow che colpisce invece il 2-3% della popolazione generale e nelle sue forme più lievi il 5-6%, specialmodo nelle fasce di età più avanzate.) La frequenza dell’ipertiroidismo legato al gozzo nodulare, piuttosto che autoimmune, è fino a due volte più elevata nelle aree di carenza iodica rispetto a quelle iodo-sufficienti. Sia l’ipertiroidismo che l’ipotiroidismo, una volta diagnosticati, possono essere curati con relativa facilità.
Per maggior informazioni www.tiroide.com