Giulio Andreotti foto: il ricordo di Roberto Saviano. Commenti Facebook

Oggi 6 maggio 2013 è Morto Giulio Andreotti. A ricordare il senatore a vita è anche Roberto Saviano. Sulla sua pagina di Facebook lo scrittore napoletano commenta così “La prima immagine che mi è tornata in mente è quella dell’intervista con Eugenio Scalfari in questo dialogo: “Dunque, presidente, è un caso che i familiari di alcune persone assassinate la odino?

La odia il figlio del generale Dalla Chiesa: dice che c’è la sua mano nell’omicidio del padre. La odia la moglie di Aldo Moro che la ritiene uno dei responsabili della morte del marito. È un caso che la odi la moglie del banchiere Roberto Calvi? Dice che lei minacciò prima e ordino poi l’omicidio di Calvi.

Dice che non l’uccise lo Ior, ma due persone: Andreotti e Cosentino, che adesso è morto. E poi mi domando: è un caso che lei fosse ministro dell’Interno quando Pisciotta è stato assassinato con un caffè avvelenato? Si disse che Pisciotta avrebbe potuto rivelare i mandanti dell’omicidio del bandito Giuliano. È un caso che il banchiere Michele Sindona sia stato assassinato allo stesso modo?

Anche lui, costretto in carcere, avrebbe potuto fare rivelazioni fastidiose. È un caso che tutti dicano che lei abbia ripetutamente protetto Sindona? È un caso che il suo luogotenente Evangelisti abbia incontrato Sindona da latitante, a New York, in un negozio di soldatini? È un caso quello che dice il magistrato Viola, che se lei non avesse protetto Sindona non sarebbe mai maturato il delitto Ambrosoli? E ancora: è un caso che lei annota tutto scrupolosamente nei suoi diari e dimentica di annotare del delitto Ambrosoli?


Ed è un caso che nel triennio ’76-’79, quando lei era Presidente del Consiglio, tutti i vertici dei servizi segreti erano nelle mani della P2? È un caso che nei suoi ripetuti incontri con Licio Gelli, capo della P2, parlavate – solo ed esclusivamente – dei desaparecidos sudamericani? Così ha detto lei: “solo chiacchiere amichevoli”. Infine, è un caso che lei sia stato tirato in ballo in quasi tutti gli scandali di questo paese?

E tralascio tutti i sospetti che aleggiano sui suoi rapporti con la Mafia. Insomma – come ha detto Montanelli – delle due, l’una: o lei è il più grande, scaltro criminale di questo paese, perché l’ha sempre fatta franca; oppure è il più grande perseguitato della storia d’Italia. Allora le chiedo: tutte queste coincidenze sono frutto del caso o della volontà di Dio?”.

Qui sotto invece alcuni commenti su Facebook: “Mi sarebbe piaciuto che Andreotti anche all’ultimo minuto della sua vita,aprisse l’armadio degli scheletri che ha custodito in tutti questi anni.Chissa’se fra qualche anno si troverá la sua valigia vuota?Comunque avrá molte cose da dire dove è andato adesso.Buona notte senatore”.

“Tornando poi a Lei, on. Andreotti, per nostra disgrazia e per disgrazia del Paese (che non tarderà ad accorgersene) a capo del governo, non è mia intenzione rievocare la grigia carriera. Non è questa una colpa. Si può essere grigi, ma onesti; grigi, ma buoni; grigi, ma pieni di fervore. Ebbene, on. Andreotti, è proprio questo che Le manca.

Lei ha potuto disinvoltamente navigare tra Zaccagnini e Fanfani, imitando un De Gasperi inimitabile che è a milioni di anni luce lontano da Lei. Ma Le manca proprio il fervore umano. Le manca quell’insieme di bontà, saggezza, flessibilità, limpidità che fanno, senza riserve, i pochi democratici cristiani che ci sono al mondo. Lei non è di questi. Durerà un pò più, un pò meno, ma passerà senza lasciare traccia.
Aldo Moro nelle sue ultime lettere dalla prigionia”.

“In tutti i settori politicamente importanti, trovo delitti scandalosi e grandi criminali impuniti. Ci sono brogli elettorali imponenti, oppure la massa non capisce un ca… (citazione di film d’autore)?”

“Meglio un Andreotti ,costruttore della Storia Italiana (nel bene o nel male chi se ne frega!!) che ha avuto il merito di sottoporsi al giudizio della Giustizia che dei cialtroni ultimi pervenuti che hanno pensato solo al bunga-bunga o ai diamanti da spartirsi o -come verg

andreotti foto morto

inelle stolte- a non impegnarsi in un governo di vero cambiamento!!”.

” quando morì Moro io lo dissi subito che era lui il mandante e non provo nessuna pietà per la sua morte anzi dovrebbero seppellirlo senza una benedizione invece poverino gli fanno i funerali di stato che schifo!”.

“ma che me ne frega se e morto uno come Andreotti CHE NONOSTANTE TUTTO IL MALE CHE CI HA FATTO SI BECCAVA PURE NA PENSIONE DI 500000 EURO L ANNO E COSI COMINCIAMO A RISPARMIARE E SPERIAMO CHE ALTRI COME LUI SEGUANO IL SUO ESEMPIO SENTITAMENTE RINGRAZIAMO IL DEFUNTO”.