Le ultime notizie che arrivano da Boston sembrano raccontare una città e una nazione paralizzata dal terrore. Dopo l’11 settembre gli Stati Uniti si erano illusi di non dover più fare i conti con simili eventi, e invece l’America si riscopre vulnerabile.
Le due esplosioni in rapida successione al traguardo della maratona di Boston hanno provocato tre morti, tra cui un bambino di otto anni. Sono 144 i feriti, 15 dei quali in condizioni gravi Tra i feriti anche 9 bambini. Una decina i casi di amputazione di arti.
E le cose potevano andare anche peggio, considerato che sono stati rinvenuti nella zona altri 2 ordigni inesplosi, disinnescati dalla polizia. Per precauzione è stato chiuso lo spazio aereo sopra la città. Secondo l’emittente Abc, gli ordigni utilizzati sarebbero stati azionati a distanza col cellulare. Gli italiani iscritti alla maratona erano 227, ma non risultano connazionali tra i feriti
Le bombe alla maratona di Boston sono il frutto di un evento “ben coordinato e pianificato” secondo fonti del governo americano alla Cnn. Secondo quanto riporta la Cnn, gli ordigni ritrovati vicino alla zona delle esplosioni sarebbero piuttosto artigianali, simili agli ‘ied’ usati dai terroristi contro i soldati della Nato in Iraq e in Afghanistan. La polizia di Boston ha bloccato per ore le comunicazioni dei telefoni cellulari in città per prevenire il rischio che un telefonino potesse azionare ordigni distanza.

“E’ un atto ancora più orribile perché ha preso di mira un evento che unisce la gente”. Così il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, che ha condannato l’attentato alla maratona di Boston. L’arcivescovo di Boston, cardinale Sean O’Malley, si è unito “a tutte le persone di buona volontà nel profondo dolore per gli atti insensati di violenza” alla maratona. In queste ore si moltiplica la condanna internazionale per l’attentato. Ue e Nato si dicono sotto shock e sperano che che i responsabili siano assicurati alla giustizia.
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