“Si contano circa 200 casi al mondo di insonnia familiare fatale, tutti registrati in alcune famiglie portatrici di una particolare mutazione genetica. Chi si ammala a 30-50 anni comincia a mostrare disturbi psichiatrici e cognitivi e in 16-18 mesi muore per mancanza di sonno”.
Senza riposo notturno questi pazienti subiscono danni al sistema di termoregolazione, come macchine che si surriscaldano e vanno in cortocircuito: questo perchè non riescono ad abbassare la temperatura di notte, come accade in soggetti normali.
Il sonno, spiega Lombardi, “è fondamentale per la riparazione tissutale (studi mostrano che chi dorme di meno ha un rischio aumentato di cancerogenesi). E’ anche alleato del sistema immunitario: la reazione delle nostre difese è più vigorosa durante il sonno e aiuta a combattere le infezioni in corso e anche prevenirle. C’è un legame inoltre con la memoria. Nel sonno Rem, la fase in cui si fanno i sogni, secondo recenti ricerche si fa pulizia della mente, si consuma l’azione della deframmentazione: ordiniamo file, incaselliamo informazioni e facciamo spazio agli altri ricordi da incamerare”.

Il problema è che la società moderna non rispetta il sonno, avvertono gli esperti. “Dormiamo 2 ore in meno rispetto agli inizi del ‘900. Siamo una società che non si ferma mai. Svegli 24 ore su 24, lavoriamo fino alle 3-4 di notte, con l’aiuto di superdosi di caffè”.