Berlusconi definisce Grillo un populista, specificando di non sentirsi altrettanto. Bersani invece definisce un boomerang le boutade di Berlusconi, sottolineando l’importanza di realizzare al più presto una legge sul conflitto d’interessi. Ingroia invece lancia l’allarme: si rischia di tornare a votare dopo le politiche di febbraio.
“Non sono assolutamente un populista, sono un moderato. Populista è Grillo e non credo che si offenda se lo dico”, dice Berlusconi. “C’è una corrente di magistrati corrotti politicamente” e ciò è “una grande piaga, un cancro della democrazia”. Dell’amnistia dice: “Sarebbe cosa buona”, ma “servono i due terzi del Parlanmento”; se il PdL avrà la maggioranza, “potrei proporla nei primi cento giorni”. Parla anche di Nicole Minetti: “E’ stata una scelta infelice” ma “in Italia è difficilissimo per una bella donna fare politica, gli italiani preferiscono Rosy Bindi”.
Bersani: “Spero che Berlusconi faccia altre buotade all’ultimo momento perché alla fine mi pare che siano come dei boomerang”. “Se si vuole un voto utile per battere la destra l’unico voto utile è per il polo dei progressisti”. Interviene anche sul conflitto d’interessi. “Un provvedimento sul conflitto d’interessi sarà tra le prime leggi da approvare”.
Ingroia: “Abbiamo un sistema elettorale fra i peggiori al mondo” e “chi è stato in Parlamento, in maggioranza, fino a oggi, porta la responsabilità di non averlo modificato”. “La governabilità è un valore, ma ciò che conta è con chi e per cosa si governa”, dice Ingroia che torna a “offrire” al Pd i voti di Rivoluzione civile al Senato “per un governo di centrosinistra senza Monti”.

Pd e Sel si trovano appena sotto la soglia critica del 35% dei voti alla Camera mentre Pdl e alleati sono arrivati al 28,3%. Insomma la risalita di Berlusconi continua, nonostante tutto, e comincia a fare paura al centrosinistra che si sentiva particolarmente forte.
Se l’affluenza alle urne dovesse essere particolarmente alta, vicina all’80%, il sorpasso non sarebbe più fantascienza. I due schieramenti sono separati da 6,6 punti percentuali. Due settimane fa secondo l’Ipsos la distanza era di 10,8 punti. Insomma Berlusconi ne ha recuperati 4,2, e non è impossibile pensare che ne possa recuperare ancora nei prossimi giorni.