Mentre impazza la bagarre per la presentazione dei simboli dei partiti per le elezioni di febbraio 2013 tra quelli presentati, quelli accettati, quelli respinti e quelli clonati, continuano le dinamiche politiche tra i protagonisti del voto.
Berlusconi assicura di non voler candidare Draghi al Colle, spiegando di avere un nome in mente ma di non volerlo ancora comunicare per non bruciarlo. E definisce improvvide le parole del capogruppo Ppe.
Berlusconi a Radio Anch’io critica anche i partiti di centro definendoli “il centrino, ruota di scorta del Pd”. Al Senato, spiega, “vinceremo ampiamente” e con il Pd non ci sarà alcuna Grande coalizione.”L’accordo può avvenire solo per cambiare l’architettura dello Stato”,visto che le”basi sono antitetiche” Berlusconi assicura che “il PdL vuole tagliare la pressione fiscale di un punto all’anno per i prossimi 5 anni” ma solo se si “tagliano anche i costi dello Stato”.
Critiche anche alla magistratura:”C’è una parte della magistratura che vuole colpirmi nell’immagine e nel patrimonio”.Ingroia? “Un’altra anomalia”.Fiat?Il governo dovrà “vigilare”La Lega, a proposito di simboli, comunica che è stato accettato il simbolo corretto. La Lega Nord ha depositato al Viminale il simbolo corretto scrivendo il nome Tremonti senza la ‘M’ maiuscola. Con questa modifica il ministero dell’Interno ha accettato il nuovo simbolo del Carroccio che potrà ora presentare le proprie liste.
Intanto Monti, facendo riferimento al suo mandato tecnico, dice con orgoglio di aver contribuito a ripristinare la reputazione dell’Italia, lasciando sottintendere che la stessa era stata compromessa dal precedente governo Berlusconi. Monti spiega che l’Italia ha rischiato di toccare il fondo, mentre adess o è un Paese di nuovo credibile. Intanto il premier uscente parla all’Ice: Rispetto a novembre 2011, quando “l’eccesso di debito e lo squilibrio della bilancia dei pagamenti esteri” rischiavano di “mandarci a fondo”, la “reputazione dell’Italia” come Paese attendibile, finanziariamente e più in generale, è stata ripristinata” ha detto il premier uscente, Monti, alla presentazione del piano nazionale dell’Ice, l’Istituto per il commercio estero. Monti ha poi ricordato come negli ultimi 10 anni “l’Italia ha perduto quasi il 30% delle sue quote di commercio mondiale”, un dato “estremamente grave” “Spesso all’estero -ha ironizzato- ci è stato detto:’Sono anni che non si vedeva un premier o un ministro italiano”
Interviene sulla discussione anche il centrista Casini, spiegando che il suo partito non sarà la stampella di nessuno e accusando Pd e Pdl: non avrebbero alcun requisito di serietà. “Noi balliamo da soli. Esamineremo i risultati il giorno dopo il voto, certamente non saremo la stampella di nessuno”. Lo ha riferito il leader dell’ Udc Casini al Tg4. “Dico agli italiani – ha proseguito – di stare attenti a chi parla di voto utile. Utile a loro, forse, perché vogliono che votino le loro liste…”.
Sul futuro capo dello Stato, Casini ha invece detto: “Non abbiamo candidati, sarà un ragionamento da fare con tutte le forze in Parlamento. Persone autorevoli ce ne sono, a partire da Monti”. Su Pd e PdL: “Hanno dato vita a coalizioni eterogenee che non hanno il requisito della serietà”.Bersani invece assicura di non avere paura di nessuno, rilanciando: soltanto noi possiamo battere la destra. “Non abbiamo paura di nessuno”.
Così Bersani ha risposto alle accuse del leader dell’Udc Casini che aveva parlato di “debolezza del Pd per l’appello al voto utile”. “Io – ha precisato il segretario del Pd – non ho mai parlato di voto utile, tutti i voti sono utili. Il punto è che solo noi possiamo battere la destra”. “Il Pd – ha proseguito Bersani – regge la sfida alla destra in Lombardia, Lazio e ovunque. Sono sicuro che vinceremo in tutto il Paese”. Questa mattina Bersani e il segretario del Psi, Nencini, hanno firmato un accordo che prevede un “patto di consultazione” fra Pd e Psi sui temi politici e una lista unica alle Politiche.
Ecco infine, secondo Ipsos, la ‘classifica’ della politica italiana secondo le intenzioni di voto degli italiani alla Camera.
PD – 33,4
PDL – 17,4
Movimento 5 Stelle – 12,5
Con Monti per l’Italia – 10,9
Lega Nord – 5
SEL – 4,9
Rivoluzione Civile – 4,8
UDC – 4
Fratelli d’Italia – 1,4%
La Destra – 1,3%
FLI – 1,1
Pensionati – 0,7
Lista Bonino-Pannella – 0,6
Partito Socialista – 0,5
Fare – 0,4
Grande Sud – 0,5
Centro democratico – 0,2
Indecisi + non voto – 33,8