Grande attesa per il picco influenzale in arrivo in questo inizio 2013. Passate le feste natalizie, ci aspettano i due mesi più freddi dell’anno: gennaio e febbraio, con le loro temperature, comporteranno un abbassamento delle difese immunitarie, senza dimenticare le insidie di marzo.
L’influenza di quest’anno arriva direttamente dagli Stati Uniti, e non presenta particolari novità rispetto a quelle degli anni passati: febbre; tosse; raffreddore; dolori muscolari; diarrea; nausea. Insomma sia affezioni delle vie respiratorie che dell’apparato intestinale.
Chi sarà colpito dalla influenza avrà febbre fino a 38 gradi e più, a seconda dei casi. I sintomi saranno dolori osteoarticolari, spossatezza. L’ideale è non forzare il recupero e attendere in casa che il peggio passi.
Come sempre, in quei giorni, conviene mangiare leggere e bere molti liquidi. La dieta diventa molto importante, per sostenere l’organismo e aiutarlo a reagire al meglio. In caso di febbre alta si può ricorrere ad antipiretici come la Tachipirina. Nei casi più gravi potrebbe essere conveniente ricorrere a un antibiotico, ma dovrete rivolgervi al medico di famiglia per farvi indicare la terapia più adatta al singolo caso. Raccomandiamo come sempre di non ricorrere a cure fai-da-te.
Il picco dell’influenza è previsto per fine gennaio, con attacchi che dovrebbero durare dai 7 ai 10 giorni. L’incubazione varia dai 2 ai 4 giorni.
Il vaccino è consigliabile per le categorie a rischio: bambini, anziani, malati e donne in gravidanza.
Nella costa Est degli Stati Uniti, in particolare nell’area attorno a Boston, l’influenza ha già fatto 12 morti, per un totale di 700 in tutto il Paese.
I medici americani sostengono che l’influenza sarà in grado «di costringere i pazienti a letto sino a due settimane fino a provocare complicazioni come la polmonite e persino la morte».
Il rischio influenza viene spiegato dagli esperti: «Con l’apertura delle scuole – spiega Giambattista Zivelonghi, del dipartimento di Prevenzione – ci aspettiamo una maggiore diffusione del virus, in tempi anche relativamente rapidi. Per ora nessun allarmismo, l’influenza si sta rivelando esattamente con le caratteristiche che aveva previsto l’Organizzazione mondiale della sanità. Sapevamo, d’altronde, fin da ottobre, che il virus si sarebbe potuto rivelare particolarmente problematico».

La Federal and Drug Administration (FDA) invita a vaccinarsi se non lo si è ancora fatto, soprattutto per quel che riguarda i piccoli e gli anziani. Le scorte di vaccino – si informa – sono ancora capienti.
Angelo Pulcini, professore di Primo Soccorso presso il Policlinico universitario Umberto I di Roma: “Va ricordato che la febbre di per sé non è una malattia, ma una potente risposta del nostro organismo per stimolare la risposta immunitaria e le migliori risposte immunitarie si hanno proprio intorno ai 38 gradi di temperatura. Gli antipiretici devono essere utilizzati con molto criterio. In genere, l’utilizzo di antipiretici è consigliato quando la temperatura corporea supera i 38,5°C, affiancandoli eventualmente ad altri mezzi come le spugnature con acqua fredda quando supera i 39°C”.