Il calendario Maya una fine la decretano: non quella del mondo ma quella del governo Monti. Dopo a battuta dell’ormai ex presidente del Consiglio arrivano anche le dimissioni. Presa d’atto del presidente Napolitano, che oggi consulterà i gruppi per arrivare a qualche risultato magari prima di Natale.
Intanto esiste la possibilità che Berlusconi si candidi, ma non al Quirinale. Dopo le dimissioni di Monti, oggi le consultazioni. Napolitano convocherà i capigruppo. Il premier, o meglio l’ex premier, parla di 13 mesi ardui ma affascinanti. E con orgoglio dice: lasciamo un Paese più affidabile.
Alla fine del Consiglio dei ministri il premier Monti è salito al Quirinale dove ha rassegnato le dimissioni nelle mani di Napolitano. “Il presidente della Repubblica ha preso atto delle dimissioni e ha invitato il governo a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti. Il capo dello Stato consulterà i presidenti dei gruppi parlamentari nella giornata di domani”. Oggi dovrebbe tenersi un altro Consiglio dei ministri per l’indizione dei comizi elettorali.

Berlusconi nei giorni scorsi aveva detto: “Avevo proposto a Monti di fare il federatore dei moderati ma lui non ha ritenuto nemmeno opportuno farmi una telefonata -racconta il leader PdL, Berlusconi, al Gr Parlamento-. Adesso, mi trovo costretto, nell’interesse del Paese” a federare io i moderati. Secondo Berlusconi il “centrino di Casini avrà meno voti di Storace”.
“Chi divide i moderati fa vincere la sinistra”. I tecnici? Si sono “accucciati” di fronte “all’Unione europea “tedesca” portando “alla recessione”.Lo spread è “indipendente dai governi”. Poi, dopo la formalizzazione delle dimissioni di Monti, ha detto: “Spero non ci sia più una sospensione di democrazia”.