E’ un terreno minato quello sul quale si deve muovere il Miur in vista del concorso scuola di metà dicembre. Sembrava che con la release dell’esercitatore le polemiche si dovessero placare, e invece non c’è pace. Intanto c’è stata la parziale marcia indietro sulle risposte giuste o sbagliate in sede di simulazione. Ma non solo.
Non solo. Il sindacato vuole modificare anche i termini del concorso per quel che riguarda il test preselettivo: la soglia di 35 domande giuste su 50 appare troppo elevato e allora si lotterà fino all’ultimo momento per abbassare la soglia a 30:
“La prossima sfida del sindacato – dice Pacifico – riguarda adesso la soglia del test per passare alle prove successive: 35 punti su 50 per i candidati che svolgeranno le preselezioni tra il 17 e il 18 dicembre, mentre per l’ANIEF ne sarebbero bastati 30 su 50 visto che il legislatore ha fissato a 6 su 10 il punteggio minimo per accedere allo step successivo”.
I ricorsi sono all’ordine del giorno e si prevedono sorprese a ripetizione. Intanto va ko la linea del Miur che vietava, contro un’esplicita previsione di legge, la partecipazione dei docenti abilitati ancorché di ruolo nella scuola, a differenza degli altri dipendenti pubblici.
Il Tar Lazio ha dato ragione ai legali Fabio Ganci e Walter Miceli dell’ANIEF che, in un ricorso patrocinato dall’associazione per una ricorrente che intendeva cambiare classe concorsuale e ordine dalla scuola media a quella superiore, aveva fatto ricorso avverso il procedimento di esclusione dopo aver inviato una domanda cartacea a causa della procedura telematica predisposta dall’amministrazione.
Il nuovo successo ottenuto dall’associazione professionale e sindacale segue quello per l’ammissione dei laureati negli ultimi dieci anni non abilitati. “Avevamo ragione – commenta Marcello Pacifico, presidente ANIEF -, il concorso è nato sotto una cattiva stella e fa acqua da tutte le parti”.

Intanto il Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato dal Codacons e ha dunque pubblicato un’ordinanza con la quale ha ammesso con riserva al concorsone del Ministero dell’Istruzione 25 candidati residenti in Calabria. “Il ricorso – spiega il Presidente del Codacons – Carlo Rienzi – era stato presentato da un totale di 340 aspiranti di tutta Italia difesi in giudizio dal Codacons, i quali, a causa delle severe e illegittime restrizioni del bando, si vedevano ingiustamente esclusi dal concorso. Si apre adesso la possibilità, per chi ha aderito al ricorso dell’associazione, di sostenere la prova, in attesa della decisione di merito – spiega Rienzi – Tutti coloro che invece non hanno presentato la domanda per partecipare al concorso, possono inoltrare ricorso al Capo dello Stato, entro il 23 gennaio 2013. Sul sito www.codacons.it gli interessati possono ottenere tutte le informazioni utili”.