La Fibrillazione Atriale resta una patologia decisamente poco conosciuta presso l’opinione pubblica, nonostante gli 850mila pazienti del nostro Paese: quasi 4 italiani su 10 (36,5%) non sanno cosa sia, cui si aggiunge il 28,5% che ha dichiarato di averne sentito parlare, ma di non sapere esattamente di cosa si tratti. È invece il 35% dei rispondenti ad aver indicato di sapere cosa sia la patologia.
– Un italiano su sei non è a conoscenza del fatto che la patologia accresca di ben cinque volte la possibilità di essere colpiti da un ictus, con un impatto letteralmente devastante per la salute dell’individuo: la metà dei pazienti perde la vita entro 12 mesi, mentre la probabilità di invalidità è del 60%. Nel nostro Paese sono 40 mila le persone colpite dalla combinazione delle due patologie.
– Il profilo del paziente con fibrillazione atriale che è emerso dalla ricerca è il seguente: un degente mediamente anziano e con bassi livelli di istruzione, come sottolineato dal 40,7% degli intervistati che, pur sapendo di soffrire della patologia, non ne conosce con esattezza le caratteristiche.
– A fronte di questo basso grado di consapevolezza, la figura del medico di medicina generale è risultata la principale fonte d’informazione sanitaria consultata dai cittadini, come ha testimoniato ben il 73,3% degli intervistati.

– La ricerca ha inoltre permesso di verificare quanto l’effettiva percezione della gravità della disfunzione sia diffusa tra coloro che ne sono affetti. La maggioranza dei pazienti considera la patologia abbastanza grave (55,3%), esprimendo dunque un atteggiamento di moderata preoccupazione. Il 33% valuta l’anomalia molto grave, mentre di parere del tutto opposto è circa l’11% degli intervistati che evidenzia un rapporto nei confronti del disturbo connotato da scarsa preoccupazione. Solo il 10,9% ritiene che sia poco grave, cui si aggiunge uno 0,7% secondo cui non si configurerebbe alcun rischio per la salute.