Nuove province: addio a tante identità

Il risparmio dello Stato in ottica della crisi passa anche dal riordino delle province, con il taglio di tutte quelle ritenute superflue. Le critiche non mancano. Al di là del campanilismo e degli interessi privati di chi rischia di perdere i privilegi, ci sono i malumori di chi teme di rischiare la propria autonomia e identità.

Insomma una serie di piccoli comuni che non accettano di vedersi accorpati ad altri, con i quali ci sono rivalità e pochi elementi in comune. Insomma il risparmio è necessario, ma c’è chi crede che ci siano anche altri modi, magari possibili senza snaturare le identità singole.


Le nuove province nascono dalla decisione del consiglio dei Ministri che ha approvato il decreto-legge che completa il percorso avviato nel mese di luglio. Lo scopo è finalizzato al riordino delle province e all’istituzione delle città metropolitane.

Con il nuovo decreto ci sarà la riduzione del numero delle province a statuto ordinario. Si scende da 86 a 51, comprese le città metropolitane. La procedura effettiva inizierà dal 1° gennaio prossimo. In quella data inizierà il processo di soppressione delle province ritenute costi superflui per la politica e per i contribuenti. Il presidente potrà delegare l’esercizio di funzioni a non più di 3 consiglieri provinciali. Sempre dal 1° gennaio 2014 diventeranno operative le città metropolitane, che sostituiscono le province nei maggiori poli urbani del Paese.

Il comunicato del cdm: “E’ stata l’occasione che ha spinto numerosi Comuni a chiedere lo spostamento in un’altra provincia, confinante con quella di appartenenza, per ragioni di maggiore affinità territoriale e socio-economica.

Il riordino delle Province è il primo tassello di una riforma più ampia che prevede la riorganizzazione degli uffici territoriali di governo (prefetture, questure, motorizzazione civile etc etc) in base al nuovo assetto. Dunque anche gli altri uffici su base provinciale saranno di fatto dimezzati. Al termine di questo processo sarà possibile calcolare gli effettivi risparmi che comporterà l’intera riforma”.
Nuove province: addio a tante identità
Sertori (Upl): «Se si esclude il mantenimento della Provincia di Sondrio scelta peraltro imposta dalla specificità del territorio montano, il Governo non ha preso in considerazione le istanze della Lombardia».