Riordino province: taglio 2012, da 86 diventano 51

C’è il sì da parte del Consiglio dei ministri al decreto di riordino delle Province. Il provvedimento prevede il taglio di 34 Province, che da 86 diventano 51, e il varo delle Città metropolitane. “Il processo è irreversibile”, sottolinea il ministro della Funzione Pubblica, Patroni Griffi. Si tratta di un provvedimento “di tipo ordinamentale e strutturale nella logica avviata con la spending review”.


Il sistema, spiega, sarà pienamente operativo nel 2014: nel novembre del 2013 si terranno le elezioni per decidere i nuovi organismi. “Dal primo gennaio” 2013 via le giunte. Delle Province delle Regioni a statuto speciale “ci occuperemo in seguito”.

Il Consiglio dei ministri ha condiviso la proposta dei presidenti delle giunte e dei consigli regionali all’interno della conferenza Stato-Regioni per il dimezzamento dei costi della politica regionale per complessivi 40 milioni l’anno. All’inizio di ottobre il CdM con un decreto aveva affidato alla Conferenza il compito di individuare le Regioni virtuose, come parametro di riferimento. La Conferenza ha individuato così l’Umbria (per la retribuzione dei Governatori), l’Emilia Romagna (per i consiglieri regionali), l’Abruzzo (per le spese di gruppi consiliari).Le Regioni dovranno adeguarsi entro il 30 novembre.

Arrivano le ultime modifiche alla legge di Stabilità, frutto di un intesa tra governo e maggioranza. Salta la riduzione delle due aliquote Irpef. Le risorse serviranno a sterilizzare l’aliquota Iva del 10%, intermedia,che quindi non aumenterà, e per la riduzione del cuneo fiscale (la differenza tra il costo del lavoro sostenuto dall’impresa e la redistribuzione netta del salario).
Riordino province: taglio 2012, da 86 diventano 51
L’intesa sulla legge prevede inoltre che il taglio delle detrazioni fiscali non sarà più retroattivo. L’accordo è stato formalizzata dopo un incontro tra i relatori, Baretta (Pd), Brunetta (Pdl), insieme al ministro Grilli.