Dovrebbe essere una grande opportunità, ma si sta tramutando in un mare di polemiche. Ci riferiamo a ciò che sta accadendo dopo il bando del concorso scuola 2012 pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Un bando che darà la possibilità a 11.542 docenti di essere assunti nel biennio 2013-2014. Insomma oltre diecimila contenti che lasceranno però il posto a quasi duecentomila delusi. Che già annunciano ricorso.
Il concorsone prevede che nel prossimo anno scolastico entreranno in ruolo 7.351 nuovi professori. Poi gli altri 4.191 inizieranno a lavorare definitivamente nel 2014-2015.
Con questo concorso si coprirà la metà della necessità, mentre l’altra metà arriverà dalle graduatorie a esaurimento dei precari.
Chi può partecipare al concorsone? Qui iniziano le note dolenti. Secondo il bando possono prendere parte alla selezione i docenti che hanno conseguito almeno un’abilitazione all’insegnamento entro quest’anno.
Possono partecipare anche coloro i quali abbiano conseguito la laurea alla data del 22 giugno 1999. Invece per le scuole primarie e dell’infanzia, hanno diritto a provarci «i candidati in possesso del titolo di studio comunque conseguito entro l’anno scolastico 2001-2002, ovvero al termine dei corsi quadriennali e quinquennali sperimentali dell’istituto magistrale, iniziati entro l’anno scolastico 1997-1998».
Per iscriversi è necessario provvedere su internet a cominciare da dopodomani, 6 ottobre 2012. Le iscrizioni si chiuderanno alle ore 14.00 del 7 novembre 2012.
Chi spera in un posto può concorrere per uno o più posti ovvero per una o più classi di concorso in base alle abilitazioni ottenute in passato. Ma solo nella stessa regione a scelta del candidato. Il bando spiega che «in tal caso sono tenuti a presentare nella regione prescelta un’unica domanda con l’indicazione dei posti ovvero delle classi di concorso per cui si intende concorrere».
Come già avvenuto per la proba di maturità, si comincia con l’informatizzazione, nel segno del nuovo corso del ministro Profumo. La prima prova si svolge con i pc, e sarà su base regionale. Si tratta di un test con 50 quesiti, di logica, comprensione, lingua straniera e informatica, appunto.
Chi passa con almeno 35 (ma anche se si passa con 50 non si ha diritto a benefici) accede alla seconda prova «scritto-pratica» che sarà invece su base nazionale. Ci saranno quesiti a risposta aperta «finalizzati a valutare la padronanza delle competenze professionali nonché delle discipline oggetto di insegnamento».
Infine ci sarà la terza prova tecnico-pratica, e prevede anche una lezione prova. Insomma si metteranno alla prova i candidati per vedere effettivamente quali capacità didattiche hanno, facendo provare loro la simulazione di una vera e propria lezione in classe.

«Ha per oggetto le discipline di insegnamento – spiega il bando – e valuta la padronanza delle medesime nonché la capacità di trasmissione delle stesse e la capacità di progettazione didattica, anche con riferimento alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione».
Come detto il concorsone è caratterizzato da aspre polemiche e già sono iniziati i ricorsi. Secondo i sindacati non va bene la scelta del ministro di indire il bando per i soli laureati entro l’anno accademico 2002-2003, escludendo gli altri. Niente da fare anche per altri dipendenti in servizio e per gli insegnanti di ruolo che non potranno partecipare al concorso. Non piace anche la presenza della prova di lingua straniera per gli insegnanti elementari. Ne vedremo delle belle.