Se siete tra quegli aspiranti insegnanti che ritengono sia ingiusto, a vario titolo, il bando del concorso scuola 2012, sappiate che potete aggregarvi alla valanga di ricorsi che stanno giungendo contro l’operato del ministro Profumo e in generale del Ministero dell’Istruzione.
Il concorso scuola 2012, il cui bando è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il 25 settembre scorso, è stato tutto un susseguirsi di polemiche e critiche per modalità e struttura.
Le modalità in generale non sono piaciute all’ambiente dei dirigenti scolastici, a partire dal trattamento riservati alle graduatorie, proseguendo con i criteri per i requisiti, finendo al tipo di prove preselettive e successive.
E così non si contano gli insegnanti che hanno deciso di protestare e di ricorrere alla giustizia. L’Anief, associazione professionale sindacale, è in prima linea spiegando che un concorso pubblico regolato dal Testo Unico del 94, come lo è quello della scuola, deve “obbligatoriamente rispettare i parametri della normativa vigente. Altrimenti vanno cambiate le regole attraverso nuove leggi approvate dal Parlamento e dagli organi competenti. Cosa che il ministro Profumo non ha fatto”.
Insomma via, anche grazie all’Anief a una vera e propria azione legale che si concretizza nel ricorso al Tar del Lazio per l’ammissione al concorso dei laureati tra il 2001 e il 2012.
Il bando di concorso, nei suoi punti più contestati, prevede l’impossibilità per gli insegnanti di cambiare la posizione professionale, passando da un grado all’altro, per via del blocco per coloro che ad esempio vogliono passare dalle medie alle superiori.
Ma le proteste non si fermano certo qui perchè ci pensa anche il Codacons e l’Associazione sindacale diritti della Scuola, a presentare al Tar del Lazio un ricorso che può essere definita una vera e propria class action da parte di 800 docenti non laureati “ingiustamente esclusi dalla prova”. Secondo il Codaconds che il ricorso “mira a far annullare i limiti previsti dal Bando di concorso, evidentemente illegittimi e frutto di eccesso di potere”.
“Il Ministero dell’Istruzione, infatti, ha elaborato un meccanismo ingiusto – sostiene l’associazione – fonte di disparità di trattamento e contraddittorio rispetto alla ratio che l’impianto normativo di accesso al pubblico impiego e all’insegnamento ha perseguito negli anni”.
L’impianto “presuppone il requisito generale del conseguimento della laurea in relazione alle diverse specificità delle diverse categorie di insegnamento”: per questo l’associazione parla di scelta dei requisiti “arbitraria e ingiusta”, in relazione alla parte in cui si pone come “una barriera all’accesso a una prova selettiva e rimane del tutto sganciata e non correlata ad un attento esame della situazione normativa italiana”.

Secondo il Codacons, si violerebbero gli articoli 3 e 97 della Costituzione, perché “si disattende il principio della imparzialità e non disparità di trattamento della pubblica amministrazione e quello di buona amministrazione e di uguaglianza, non essendo in alcun modo giustificabile la scelta operata dal legislatore nel senso di sistemare soltanto una categoria di laureati”.
Intanto chi ha intenzione di partecipare al concorso sta già pensando di prepararsi. Nelle migliori librerie esistono libri specifici per i quiz e per le materie principali, oltre a corsi ad hoc che mirano a ottimizzare la preparazione in vista delle materie e delle prove d’esame.