Continua a far discutere il maxi-concorso indetto dal Ministero dell’Istruzione. Codacons è sceso in piazza accanto ai milioni di precari per protestare contro il Ministro Profumo.
I requisiti di accesso al concorso sono per molti considerati come una farsa. Molti si chiedono che senso ha indire un concorso solo per gli abilitati.
In un recente comunicato stampa il Codacons ha affermato “prepara una mega azione collettiva contro l’assurda esclusione dal prossimo concorsone del Ministro Profumo di giovani e docenti che hanno lavorato per anni ma non hanno potuto abilitarsi per colpa esclusiva del Miur che per oltre un decennio non ha indetto né concorsi né abilitazioni”.
“Con il ricorso si chiederà l’annullamento del bando limitatamente alla parte che non ha ammesso i docenti non abilitati al concorso e si chiederà quindi in via urgente e immediata al TAR del Lazio la ammissione con riserva dei ricorrenti alle prove concorsuali
una prova selettiva mirata a valutare le abilità logiche e di analisi del testo”.
Parliamo ora delle prove. Ci saranno diverse prove ai quali i candidati insegnanti dovranno partecipare.
La prima prova è selettiva e consisterà in 50 domande a risposta multipla ricavate da una banca dati del Miur.
Il candidato avrà a disposizione 50 minuti entro i quali rispondere esattamente a, minimo, 40 quesiti,tra le quali materie
ci sarà anche l’informatica e l’inglese.
Alla fine ci sarà una prova orale. In quest’occasione verrà simulata una lezione.
I candidati dovranno dunque dar prova di essere in grado di insegnare in modo concreto.
Di fronte a loro una commissione valutatrice.
In una recente intervista Francesco Profumo rende noto: “21.000 nuovi docenti entrano in classe fra 13 giorni, presi dalle graduatorie storiche. Altri 24.000 saranno insediati a settembre 2013, metà dalle graduatorie, metà dal nuovo concorso che stiamo organizzando.
Altri 10.000 insegnanti in primavera: metà assunti dalle graduatorie, metà con un bando”.