Non ci saranno più le graduatorie per decidere chi entrerà nel mondo della scuola. Saranno i concorsi a decidere chi è più meritevole, anche per restituire negli italiani la fiducia in questa opportunità di trovare lavoro.
Il ministro Profumo è determinato a difendere la strategia messa a punto dal Ministero dell’Istruzione, e che vedrà nel concorso del 24 settembre il primo capitolo. Un concorso che sta facendo già molto discutere e che sembra lasciare scontenti in molti.
Profumo ha chiarito lo scopo del cambio di direzione: realizzare due concorsi che si terranno entro il marzo prossimo. In questo modo verrà completata la graduatoria ora in vigore e che comprende ben 163mila iscritti.
Il passo successivo sarà quello di iniziare a trovare la classe docente del futuro, per ringiovanire il mondo della scuola all’insegna della competenza.
Ma ci saranno anche altri concorsi, dal momento che lo scopo del Ministero è quello di realizzare una nuova selezione ogni due anni. Lo scopo è chiaro: garantire un ricambio continuo.
Il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo ha messo i puntini sulle “i” nel corso di un’intervista a Repubblica. Come detto le polemiche venute fuori negli ultimi giorni sono state anche superiori a quelle probabilmente previste. E allora il ministro Profumo ha sentito il bisogno di fare chiarezza:
Niente più graduatorie è una delle principali novità. Cosa che potrà avvenire ovviamente solo dopo che sarà smaltita l’ultima rimasta.
Profumo è convinto che siano efficaci i vecchi metodi di concorso e ne spiega le ragioni: «Da adesso in avanti avremo vincitori pari ai posti disponibili. Chi non riuscirà a passare, ci riproverà in primavera e poi ogni due anni avrà un’occasione».
Come detto le polemiche più vivaci sono arrivate proprio in merito alle modalità dei concorsi: «Saranno 21mila i nuovi docenti entrano in classe tra tredici giorni, presi dalle graduatorie storiche. Altri ventiquattromila saranno insediati a settembre 2013, metà dalle graduatorie, metà dal nuovo concorso che stiamo organizzando. Altri diecimila insegnanti in primavera, metà assunti dalle graduatorie, metà con un bando».
Profumo è fiducioso: «Vorrei lasciare in eredità ai giovani una nuova fiducia nei concorsi di Stato. Quelli che faremo noi saranno puliti e porteranno i vincitori in cattedra».
Basteranno queste rassicurazioni a convincere il mondo della scuola? Staremo a vedere.