Il mondo dello sport piange la scomparsa di Samia Yusuf Omar, atleta somala, originaria di Mogadiscio, che quattro anni fa già commosse il mondo arrivando ultima nella finale femminile dei 200 metri alle Olimpiadi di Pechino, a 9 secondi di distanza dalla prima classificata. Una gara che entrò nell’immaginario collettivo.
Nessuno avrebbe potuto immaginare che dopo quattro anni, proprio qualche giorno la fine di un’altra Olimpiade, che non l’ha vista questa volta protagonista. Ma la vede protagonista , purtroppo, una notizia di cronaca drammatica. La notizia l’ha data Abdi Bile, gloria dell’atletica africana, vincitore dell’oro ai Mondiali di Roma ’87 nei 1500 metri. Un’atleta che dà la notizia della tragica fine di un’altra atleta: “Samia è morta… morta per raggiungere l’Occidente. Aveva preso una caretta del mare che dalla Libia l’avrebbe dovuta portare in Italia. Non ce l’ha fatta. Era un’atleta bravissima. Una splendida ragazza”. Il drammatico annuncio è stato dato nel corso di un’assemblea del comitato olimpico nazionale del suo paese.
Finisce così la storia di Samia, la breve vita di una giovane atleta che è riuscita a commuovere il mondo con la sua corsa di Pechino e che poi è morta tentando di imbarcarsi per l’Italia. La speranza di Samia era quella di riuscire a trovare un allenatore che si prendesse cura di lei e soprattutto di riuscire a scappare dalla tragica realtà del suo Paese che non le offriva un presente e un futuro.
Chiaro che centinaia di somali, ragazzi e anche bambini ogni anno muoiono nella stessa situazione, e che ora parliamo di Samia solo perchè è stata famosa. La vita di tutti i suoi connazionali che rischino per inseguire un sogno non vale certo un briciolo in meno. Vi lasciamo con il video della sua impresa a Pechino, un video simbolico, con il pensiero che almeno nella sua giovane e difficile vita Samia è riuscita a vivere un momento e un’emozione speciale che nessuno può portarle via.