Niente paura per tutti coloro che si metteranno in viaggio il primo fine settimana di agosto. Lo sciopero dei benzinai indetto dalle principali sigle sindacali è stato sospeso.
A confermare la notizia del rinvio è Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio.
Oggi 27 luglio 2012 in un comunicato stampa la Federazione Autonoma Italian Benzinai ha dichiarato il rinvio dello sciopero previsto per i giorni 4-5.
Gli automobilisti possono tirare un sospiro di sollievo. Lo sciopero dei distributori di benzina avrebbe avuto luogo sia sulle strade urbane che sulle autostrade.
Questo avrebbe causato numerosi disagi in particolare nel weekend da bollino nero per eccellenza.
In una nota la Federazione affermò qualche giorno fa: “Le Federazioni dei gestori denunciano all’opinione pubblica l’insostenibile pratica delle compagnie petrolifere che scaricano sui gestori i costi delle campagne di sconti, con una contribuzione che decurta fino al 70% il margine dei gestori (ogni 55 litri, pari più o meno a 100 euro, al gestore rimane 1 euro di margine lordo): una situazione insostenibile e inaccettabile per l’iniquità messa in atto dai petrolieri”.
In merito alla decisione di rinviare lo sciopero è intervenuto oggi il Presidente della Faib Martino Landi il quale ha dichiarato: “E’ un gesto di responsabilità verso il Paese reso possibile dagli impegni presi dal Sottosegretario De Vincenti a nome del Governo.
La soluzione alla vertenza in atto è giunta grazie ad un verbale d’intesa tra Governo e Associazioni che recepisce molte delle i
ndicazioni avanzate dalle Federazioni dei gestori”.
“E’ importante sottolineare – ha detto Landi – che da parte del Governo c’e’ stata la condivisione ad affrontare subito i punti a noi cari: sono cose importanti che speriamo producano risultati concreti”.
Niente più sciopero dunque ad agosto. Dopo quello dei trasporti e delle farmacie ecco che i distributori di benzina decidono di non andare avanti con la mobilitazione o quanto meno di posticiparla.
I benzinai protestano contro i tagli dell’industria petrolifera e i mancati interventi da parte del Governo Monti.