Si preannuncia una partenza complicata per i vacanzieri il primo fine settimana di agosto con lo sciopero dei benzinai minacciato da venerdì 3 a domenica 5 agosto dagli aderenti a Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio. Una data che nonostante resti fuori dal divieto dei giorni compresi tra il 10 ed il 20 agosto e in quelli tra il 26 agosto ed il 5 settembre resta comunque pesante.
Secondo le intenzioni, resteranno chiusi i distributori e i self service sia sulle strade che sulle autostrade. Insomma uno sciopero che è stato studiato per mettere in ginocchio i vacanzieri.
Il tutto perchè dal 23 luglio scadranno gli accordi per il tetto massimo di rivendita dei carburanti. Ricordiamo inoltre che dal 30 luglio al 5 agosto non sarà possibile pagare la benzina usando bancomat e carte di credito. Gli scioperanti chiedono la realizzazione di una legge nazionale che tuteli la categoria. La controparte sono le compagnie petrolifere, a detta dei benzinai troppo tutelate dallo Stato a scapito dei lavoratori. E dei clienti, aggiungiamo noi.
Una protesta che arriva anche nel periodo in cui per ovviare al caro carburanti molte aziende hanno messo in atto la politica dei forti sconti durante il weekend. Andare a colpire proprio il weekend è un modo ulteriore per far sentire la voce da parte dei benzinai.
Ma non è detto che lo sciopero si faccia: “In relazione a quanto si apprende dalle agenzie di stampa, secondo le quali Faib, Fegica e Figisc/Anisa avrebbero proclamato uno sciopero nella distribuzione del carburante dal 3 al 5 agosto prossimi, ricordo che la regolamentazione vigente nel settore non consente l’effettuazione, dal momento che il giorno 3 agosto rientra tra i periodi di franchigia”. Lo dice il presidente dell’autorità di garanzia sugli scioperi Alesse. “Sempre in tale settore – spiega – non possono essere proclamate astensioni collettive nei giorni compresi tra il 10 e il 20 agosto e in quelli tra il 26 agosto ed il 5 settembre”. 
Faib-Confesercenti, Fegica-Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio accusano l’industria petrolifera di spingerli al fallimento e il governo di “assistere muto alla violazione delle leggi”. Intanto si registra una nuova raffica di rincari per i prezzi dei carburanti dopo gli sconti del fine settimana. Secondo Staffetta Quotidiana Eni, Esso, Ip, Q8 e Totalerg hanno ritoccato all’insù i listini di benzina e gasolio.