Costituisce un interessante precedente il coming out in diretta tv a Rai News del giornalista Alessandro Baracchini. Complice anche la polemica sui gay in nazionale di questi giorni, con le frasi poco felici al limite dell’omofobo di Cassano, il giornalista Rai confessa con naturalezza di essere gay nel corso di un collegamento con il programma radiofonico Un giorno da pecora.
Durante un leggero colloquio con Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro, conduttori dello show di Radio2 che ogni giorno è trasmesso in contemporanea sul canale all news dell’emittente pubblica, Baracchini ha ammesso di essere gay, diventando probabilmente (andiamo a memoria) il primo giornalista a fare coming out in maniera spontanea (e probabilmente non preparata) in diretta tv.
La dichiarazione è avvenuta con una certa naturalezza, quasi in risposta alle polemiche e alle Il tutto nasce dalla domanda su quale potrebbe essere la formazione ideale dell’Italia all’Europeo, Baracchini ha risposto dicendo: “io non sono molto esperto, quelli come me Cassano non li vorrebbe in Nazionale“.
Il tutto poteva anche essere passato sotto traccia, e allora nel secondo collegamento c’è stato modo di chiarire ancora di più il concetto. Alla domanda sui matrimoni gay, il giornalista ha detto: “sono favorevole, anche perché sennò io non potrei mai sposarmi, perché non lo posso dire? Sono gay“.
Insomma più chiaro di così. Va detto che anche la reazione degli interlocutori è stata assolutamente in linea con l’atteggiamento di Baracchini, nel senso, che la notizia è stata presa con estrema naturalezza. Piuttosto si può riflettere proprio sul fatto che il dichiararsi gay in diretta tv costituisca ancora una notizia di cui parlare, al punto che il video di Baracchini è uno dei più cliccati del web.
Che si siano fatti passi avanti sul piano della tolleranza è sicuro, ma molti tabù restano ancora da sfatare: lo dimostrano gli stessi omosessuali come Cecchi Paone. Basta riflettere su un dato: il giornalista ha ammesso di aver avuto una storia con un calciatore dell’Italia e di essere a conoscenza che c’è n’è anche un altro gay, ma si è guardato bene dal fare il nome, ammettendo implicitamente che c’è qualcosa di male a rivelarlo. Non ha avuto invece problemi a dire chi fossero i metrosexual della nazionale. 
Insomma se Cecchi Paone crede se ne debba parlare facesse i nomi, mostrando che non c’è nulla da nascondere, in caso contrario non comprendiamo l’esigenza delle dichiarazioni all’insegna del “Io so chi sono ma no lo dico”. Insomma un po’ di coerenza non guasterebbe.