Continua lo sciame sismico in Emilia con altre sette scosse, tutte vicine a magnitudo 2 della scala Richter. Scosse dunque fortunatamente di lieve entità ma che inevitabilmente contribuiscono a tenere altissima la tensione nella popolazione devastata dalle ultime settimane. 
Le scosse sono state registrate in Emilia tra la mezzanotte e le 7. I rilievi dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia parlano di eventi rilevati all’1.10, alle 3.33 e alle 3.35, poi alle 5.14, alle 5.39 e alle 6.05.
Intanto continua la polemica sull’allarme lanciato dalla Commissione Grandi rischi che ha parlato di ulteriore rischio imminente per la zona. Un annuncio che non è piaciuto ai sindaci delle zone colpite e che è stato visto come un allarmismo ingiustificato.
Inoltre non si comprende come sia conciliabile un allarme del genere con la teoria sempre spiegata dagli esperti secondo cui gli eventi sismici non sono pronosticabili. Ma ci sono ulteriori reazioni. Se lo scopo dell’allarme era spronare alla messa in sicurezza degli edifici, “allora si provveda immediatamente o si ammetta l’errore” nella comunicazione. Lo sostiene l’ex presidente dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Enzo Boschi.
Boschi spiega che “occorre essere della massima chiarezza”. Boschi precisa di “non voler mettere in discussione le valutazioni statistiche” sulle quali la si è basata la Commissione Grandi rischi”, ma l’obiettivo della Protezione civile è innanzitutto salvare le persone”, e “se c’è un pericolo, allora si deve intervenire subito”.
Ricordiamo che secondo la Commissione Grandi Rischi nel caso di ripresa dell’attività sismica è molto probabile che si attivi il segmento compreso tra Finale Emilia e Ferrara con conseguenze devastanti.
Il sindaco di Finale Emilia Fernando Ferioli si era ribellato parlando di procurato allarme: “I miei concittadini oggi hanno letto i giornali, che senso ha mettere tutti nel panico? Siamo in attesa di che cosa? E quando dovrebbe accadere? E quanto è probabile? Cosa significa ‘nel caso di’?”.