Terremoti in tempo reale: forte scossa in Friuli, ancora in Emilia

Dopo un giorno di tregua torna intensamente a tremare la terra spaventando ancora il Nord. Una violenta scossa di terremoto di magnitudo 4.5 ha colpito alle 4.04 la zona delle Prealpi Venete. La notizia del sisma è stata data dall’Ingv.

Le zone coinvolte dal sisma sono i Comuni più vicini all’epicentro come Lamosano, Pieve d’Alpago e Tambre, in provincia di Belluno, e Barcis, Cimolais, Claut ed Erto, in provincia di Pordenone. La scossa è stata chiaramente avvertita dalla popolazione che si è riversata in massa per le strade nonostante l’ora tarda. Scene di panico e molta paura ma fortunatamente per il momento non si registra nessun danno a persone o cose. Sono in corso ulteriori rilievi da parte della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia. La scossa è stata avvertita nettamente anche a Trieste.


Ma la terra ha tremato nuovamente anche in Emilia: una scossa di magnitudo 3, con epicentro a Finale Emilia, a una profondità di 8,5 chilometri, è stata registrata alle 7.47 di questa mattina. Un evento che segue quelli della notte, quando si sono verificate altre quattro le scosse, tutte di lieve entità.

Difficile capire se sia una buona notizia o no il fatto che secondo il sismologo Francesco Mele dell’Ingv, non c’è nessun collegamento tra la scossa di questa notte sulle Prealpi venete e il terremoto che da settimane scuote l’Emilia. Terremoti in tempo reale: forte scossa in Friuli, ancora in Emilia

Intanto sulla ricostruzione Monti dice che il governo intende sostenere “le iniziative già in atto, assumendo tutti gli interventi necessari alla comunità colpita dal terremoto e avviando la ricostruzione”. Il presidente del Consiglio Monti, ha parlato di “sforzo straordinario e di una intensificazione di tutte le attività di prevenzione” per i terremoti sulla base di “orientamenti” della Commissione Grandi Rischi. Il sottosegretario alla presidenza Catricalà ha spiegato che la durata dell’emergenza nel decreto è di un anno e che bisogna “fare in modo di tornare a lavorare il prima possibile, ovviamente in sicurezza”.