Robert Moog: Doodle interattivo per il papà del sintetizzatore

Torna un logo interattivo da parte di Google, uno dei più incredibili e completi mai realizzati dal colosso di Mountain View: un sintetizzatore musicale in piena regola, un Moog, proprio per celebrare l’anniversario della nascita di Robert Arthur Moog. Un sintetizzatore marrone con cui potrete divertirvi a suonare e comporre le vostre melodie.

E nel segno del nuovo corso di Google, quello della condivisione, potrete poi registrare la vostra melodia e condividerla con il social network Google+. Ci sono davvero tutte le opzioni possibili per creare la melodia che più vi piace. Se siete esperti musicali avrete certamente più dimestichezza con le varie opzioni del vostro sintetizzatore, altrimenti con un po’ di pratica riuscirete a capire i vari tasti quali effetti musicali producono.

E sarà un vero spasso. Si va dalla semplice rotella che regola il volume a una serie di effetti che potrete scoprire da soli e che vi consentiranno di realizzare la vostra melodia personalizzata, per poi come detto, se vi va, condividerla con gli altri. E scoprire magari melodie splendide create da altri utenti.


Robert Arthur Moog è nato a New York il 23 maggio 1934 ed è morto ad Asheville il 21 agosto 2005. E’ stato un ingegnere americano, ma il suo grande merito è stato quello di espandere
i suoi studi al campo musicale. E infatti viene considerato un antesignano della musica elettronica. Come detto i suoi studi sembravano portare da tutt’altra parte che non alla musica, dal momento che si è laureato in ingegneria elettronica alla Columbia University.

Ma poi si dedicò alla musica, e infatti Moog è ricordato come l’inventore di uno dei primi sintetizzatori musicali a tastiera. Uno strumento che ha rivoluzionato la musica moderna,
usato dai primi gruppi rock della storia ma che ancora oggi è amato per le sue sonorità caratteristiche. Basta citare i Dream Theater che in uno dei loro album più recenti, Six Degrees Of
Inner Turbulence, hanno fatto ampio ricorso a queste sonorità.

Moog usò le sonorità del Theremin, difficilissimo da suonare, nel 1963. Ma poi il vero boom si registrò a cominciare dalla fine degli anni sessanta e i sintetizzatori di Moog divennero i più apprezzati. Il suo ingegno fu riconosciuto proprio dal fatto che spesso il nome “Moog” viene utilizzato proprio per definire un sintetizzatore, a conferma di quanto la sua creazione sia stata peculiare e influente.

Gruppi come i Queen per molti album hanno evitato questo tipo di strumenti preferendo restare sul classico, ma poi anche loro si sono convertiti. Nei primi album, fino a A Night et The Opera, si poteva leggere nei credits la scritta ‘No Synth!’, a testimonianza di quanto andassero orgogliosi del loro integralismo musicale.

Ma poi anche loro cedettero alle loro potenzialità e al suo fascino, e basta ricordare capolavori come Radio Ga Ga per capire quanto sia stato decisivo il sintetizzatore per perfezionare la loro arte.

Tornando a Moog, va detto che proprio nel momento in cui il modello Minimoog stava per ottenere uno strepitoso successo, il suo inventore fu costretto a cedere la proprietà dell’azienda omonima per la produzione di strumenti musicali da lui fondata. Ma non la abbandonò completamente, decidendo di restare comunque a capo dell’azienda come direttore.

La rivoluzionarietà del Moog sta nel fatto che consentiva nuove sonorità, al punto che come detto diventò elemento fondamentale per molte band rock, che grazie ad esso riuscirono a perseguire
nuove strade. Robert Moog: Doodle interattivo per il papà del sintetizzatore

Tra gli artisti che per primi capirono le sue potenzialità citiamo Herbert Deutsch e Walter Carlos che contribuirono anche a migliorare le potenzialità del Moog.

Proprio Walter Carlos riuscì a coniugare l’utilizzo del Moog con un vero successo discografico, basato sulle notazioni di Bach, suonato tutto con il Moog: Switched on Bach.Ma molti altri artisti suonarono il Moog e il Minimoog. Tra quelli più influenti ricordiamo i Tangerine Dream, senza dimenticare coloro i quali forse riuscirono a sfruttarlo al meglio, comprendendone la vera essenza: Keith Emerson e Rick Wakeman.

Oggi Google si fa perdonare l’attesa di un suo Doodle, non limitandosi a una semplice scritta celebrativa ma offrendo uno dei loghi interattivi più complessi ed entusiasmanti di sempre. Buon divertimento.