L’Emilia Romagna continua a tremare. Nella notte sono state registrate più di 100 scosse di assestamento. Quella più forte – afferma la Protezione Civile – è stata con magnitudo 3,7. L’epicentro: Bondeno, Sant’Agostino, in provincia di Ferrara, e Finale Emilia, nel Modenese.
La zona colpita dalle scosse di terremoto si estende per quasi 40 km in senso est-ovest. Si parte dalla bassa modenese fino alla periferia ovest di Ferrara.
L’ultimo aggiornamento rilevato dall’INGV (Istituto Nazionale di geofisica e vulcanologia) risale alle ore 8 di oggi 21 maggio.
Dai dati riscontrati emerge che sono state localizzate più di 170 scosse di assestamento. Gli eventi di “magnitudo superiore a 5 sono stati 2; quelli con magnitudo tra 4 e 5 sono stati in totale 8.
37 di magnitudo compresa tra 3 e 4. L’ultimo evento di magnitudo superiore a 3 è avvenuto alle 4:35”.
“Tre squadre del Dipartimento della Protezione Civile e dell’Ingv – Istituto Nazionale di geofisica e Vulcanologia sono ancora al lavoro per la valutazione del danno.
Nella giornata di ieri sono state installate 15 stazioni accelerometriche nell’area dell’epicentro per potenziare la Rete accelerometrica nazionale”.
Queste le parole di un signore che ha dormito all’aperto a San Felice “Il timore che la nostra casa ci crolli sulla testa è grande, dunque è meglio poter dormire in questa tenda”.
E’ altissimo il numero degli sfolatti. Questa notte ben 2.500 persone nel Modenese e 900 in provincia di Ferrara hanno dormito fuori dalle proprie abitazioni.
Queste persone hanno trovato accoglienza in diverse strutture disposte proprio all’accoglienza. C’è chi ha scelto l’albergo e chi invece si è trasferito in abitazioni di parenti e amici.
Ieri il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, si è recato a Ferrara per discutere e per fare il punto della situazione.
La scossa ha interessato anche Veneto, Trentino e Friuli Venezia Giulia.