Continuano le proteste degli specializzandi, che già nei giorni scorsi avevano annunciato movimenti per far sentire la propria voce. Si tratta della schiera di medici in formazione in medicina generale che insieme a una delegazione di giovani specializzandi continuano la loro protesta davanti alla Camera dei deputati.
Facile vederli, dal momento che sono diverse centinaia, facile riconoscerli, considerato che indossano tutti quel camice bianco che da sogno di gioventù si sta trasformando in incubo del presente, segnale della loro incertezza futura.
La manifestazione è stata indetta dal Segretariato italiano giovani medici (Sigm) e dalla Società italiana medicina generale in formazione (Simgif), in collaborazione con i comitati autonomi regionali dei corsisti in formazione specifica di medicina generale.
Con questo manifestazione gli specializzandi si augurano di far capire a chi di dovere, e quindi nello specifico a Governo, Parlamento e Regioni, quali siano le loro difficoltà e le loro problematiche spesso sottovalutate o addirittura snobbate.
Si tratta dell’ennesima protesta del genere, che segue quella della scorsa settimana da parte di una delegazione dei futuri medici di famiglia che hanno provveduto a occupare pacificamente la sede dell’Ordine dei medici di Roma. Una manifestazione che non è passata inosservata e che anzi ha avuto l’appoggio del presidente dell’Ordine capitolino Roberto Lala e dei sindacati di categoria. 
Ma cosa vogliono medici e specializzandi? Le loro richieste sono detassazione della borsa di studio, valorizzazione del ruolo di corsista con l’istituzione di un contratto di formazione specifica di medicina generale. Senza dimenticare la necessità di maggiori riconoscimenti e più responsabilità, che passi attraverso un percorso formativo di qualità maggiore.