Occhiali fotovoltaici: donano la vista ai ciechi

Occhiali fotovoltaici: donano la vista ai ciechiDonare la vista ai ciechi: questo è l’obiettivo dei ricercatori dell’Università di Stanford. Un recente studio apparso sulle pagine della rivista scientifica “Natura Photonics” mostra dati rivoluzionari che potrebbero cambiare la vita dei non vedenti di tutto il mondo. Di cosa si tratta? Parliamo di occhiali fotovoltaici.

Ebbene sì, gli scienziati della California hanno creato degli impianti retinici, alimentati proprio dalla stessa tecnologia che permette il funzionamento dei pannelli fotovoltaici. Successivamente questi sono stati inseriti negli occhi di diversi topolini da laboratorio.

I risultati sono stati sorprendenti. La ricerca sembra dunque essere un passo in avanti per ridare la vista a miliardi di persone.

Questi occhiali fotovoltaici come funzionano? Sono particolarissimi dispositivi che vengono attivati proprio grazie all’energia solare.

Questi studiosi hanno infatti dimostrato l’efficacia di un totale rapporto e unione tra scienza, tecnica e natura. Che sia questo studio l’inizio del cambiamento?


E’ intervenuta a commentare lo studio la dottoressa Angelika Lingnau del Center for Mind/Brain Science dell’Università di Trento.

“A differenza dei precedenti impianti sottoretinici ed epiretinici che richiedono un alimentatore esterno, i fotodiodi in silicio ricevono alimentazione e dati attraverso un’illuminazione pulsata nel vicino infrarosso, erogata attraverso gli occhiali video.

La reazione della retina – ha continuato Lingnau – può essere attivata mediante l’intensità di luce vicino all’infrarosso e con almeno due ordini di grandezza inferiori ai limiti di sicurezza oculari, importante per evitare il riscaldamento del tessuto”.

Ma cerchiamo ora di capire meglio il funzionamento di questi occhiali. Un computer elabora le immagini video di una microtelecamera montata sugli occhiali, che a loro volta proiettano queste immagini sulla retina tramite impulsi a infrarossi.

I pixel nella matrice dei fotodiodi sottoretinici convertono la luce in correnti di stimolazione locali, restituendo la vista.

Uno dei coordinatori di questo studio rivoluzionario è il dottor Daniel Palanker che ha affermato: “Funziona come i pannelli solari sul tetto: converte la luce in corrente elettrica che fluisce nella retina.

I diversi prototipi realizzati attualmente richiedono bobine, cavi o antenne da porre all’interno dell’occhio con passaggi complessi e invasivi. Ma il nostro impianto retinico è sottile e facilmente impiantabile.

Il chirurgo ha solo bisogno di creare una piccola tasca sotto la retina per lasciar scivolare le celle fotovoltaiche al suo interno”.