Non si sono allontanati un attimo dalla sede di Termini Imerese dell’Agenzia delle entrate per tutta la notte gli operai ex Fiat. E non sembrano aver intenzione di mollare, fino a quando non arriverà qualcuno a dare loro risposte in merito alla situazione relativa al piano di salvataggio dello stabilimento. 
Un presidio ormai a oltranza, iniziato nel momento in cui in seguito a un’assemblea svoltasi nelle vicinanze dei cancelldi fronte ai cancelli della fabbrica chiusa dallo scorso novembre, in 400 hanno iniziato l’occupazione che costituisce la protesta civile minima in un momento di massima incertezza.
E così via all’occupazione degli uffici dell’ente di riscossione in modo da protestare e far sentire forte la propria voce. L’interlocutore è lo Stato, al quale si chiede di non esigere il pagamento delle tasse se poi non vengono mantenutie le parole date a dicembre quando ai sindacati e soprattutto ai lavoratori sono state date ampie garanzie sul piano di riconversione di Termini.
Vincenzo Comella della Uilm Palermo: “Il clima è stato sereno, abbiamo avuto la massima collaborazione delle forze dell’ordine e degli impiegati degli uffici. Alcuni di loro sono rimasti tutta la notte dentro, per garantire la sicurezza dei documenti sensibili e dei fascicoli che si trovano lì. E’ stata una notte tranquilla, c’erano operai sia ex Fiat sia dell’indotto, adesso sono iniziati i turni per mantenere il presidio, che continuerà tutto il giorno”.
Siciliaway ha intervistato Roberto Mastrosimone, segretario Fiom Cgil di Palermo, al quale ha posto la domada relativa al progetto Dr Motor che stenta a partire:
“Noi lo denunciamo da diverso tempo: se il progetto non è in grado si cambi percorso. Si ritiri dentro la discussione la Fiat. A quel punto fino a quando non si trova soluzione concreta per tutti i lavoratori, la Fiat non si può tirare fuori da questa responsabilità sociale che ha avuto per lunghi anni in questo percorso. Se Dr non è in grado lo devono dire oggi perché già domani è troppo tardi. Il rischio è che il tempo passi, non si risolve il problema e a quel punto finisce la cassa integrazione e c’è il licenziamento collettivo. Noi vorremmo delle risposte oggi”.