Farmacisti in protesta. Il 29 avrà luogo lo sciopero delle farmacie in tutta Italia. Federfarma (Federazione nazionale unitaria titolari di farmacia) ha proclamato una giornata di chiusura delle farmacie per il 29 e ha “convocato l’Assemblea nazionale per adottare ulteriori iniziative di carattere sindacale. In ogni caso, sta assumendo iniziative legali a tutela delle farmacie associate”.
Scendono di nuovo in campo i farmacisti e annunciano la serrata per protestare contro il decreto liberalizzazioni.
Ad annunciare lo sciopero è Federfarma che spiega che tale decisione è stata presa all’indomani dell’assenza di risposte adeguate da parte del Ministro della Salute.
“Il Ministero della salute ha diramato un parere interpretativo su alcuni aspetti dell’art.11 del DL sulle liberalizzazioni, in vista dell’entrata in vigore della legge di conversione prevista per sabato 24. Tale parere contiene varie forzature e incongruenze che stravolgono la volontà del Parlamento e che avranno un impatto negativo sul servizio farmaceutico”.
La federazione spiega: “Se non tempestivamente rivista, l’interpretazione del Ministero colpirà nel giro di pochissimi giorni piu’ di un milione di cittadini, a cominciare da tutti coloro che risiedono nelle migliaia dei piccoli comuni i cui titolari di farmacia, se ultra 65enni, non potranno certamente permettersi di assumere e retribuire un farmacista direttore.
Si tratta, con ogni evidenza, di farmacie a basso reddito, gestite già oggi dal solo farmacista titolare perché non in grado di assumere nemmeno un collaboratore”.
Oggi 22 marzo è arrivato dunque il sì definitivo allo sciopero da parte delle farmacie.
Questa sera da Montecitorio si attende il voto finale sul decreto liberalizzazioni.
Ricordiamo che poche ore fa il provvedimento ha ottenuto la fiducia dell’Aula con 449 sì, 79 no e 29 astenuti.
A consolare i farmacisti questa volta è il Codacons affermando che “Monti provvederà, senza dubbio, all’ennesimo colpo di spugna”.
“Inserendo le modifiche chieste da Federfarma nel provvedimento che si sta apprestando a fare per accontentare l’Abi sulle commissioni bancarie”.