Sciopero bisarche: ultime decisioni

La minaccia dello sciopero bisarche rischia davvero di paralizzare l’Italia, creando una situaizone del tutto simile a quanto si vSciopero bisarche: ultime decisionierificò un mese fa con il paventato sciopero dei benzinai, sempre annunciato e puntualmente ritardato, che sfociò in un tira e molla con effetti simili a uno sciopero stesso.

Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, associazione che rappresenta i concessionari di autoveicoli di tutti i marchi commercializzati in Italia, non ci sta: “Da più di un mese -spiega all’Ansa – assistiamo impotenti alla paralisi produttiva e distributiva del sistema auto provocata dallo sciopero delle bisarche e al silenzio assordante del Governo che fino ad oggi, nonostante i ripetuti appelli di tutti i principali attori della filiera, ha adottato un’inspiegabile politica di non intervento”.


Sulla stessa lunghezza d’onda Piero Carlomagno, presidente dell’Unione concessionari del Gruppo Fiat: “Dall’inizio dell’agitazione – dice all’Ansa – abbiamo accumulato un ritardo medio sulle consegne di 30 giorni. E poiché per traguardare gli obiettivi di febbraio abbiamo targato migliaia di vetture anticipando noi i soldi dei Clienti, e queste vetture non sono consegnate, le Reti di distribuzione si trovano a credito di una ‘paccata’ di milioni di euro e ad essere, oltretutto, in forte crisi di liquidità”.