Perdere peso come tutti sanno è un’impresa molto difficile. A condizionare la buona riuscita della dieta è certamente la volontà da parte del soggetto di intraprendere un certo percorso. A quanto pare però a farci prendere peso non è solo la cattiva alimentazione e la scarsa attività fisica ma anche il poco sonno. A dirlo sono i ricercatori dell’AIMS l’Associazione Italiana Medicina del Sonno.
Durante la XII Giornata Nazionale del Dormiresano sono emersi dati molti importanti. Sembra infatti esserci una stratta connessione tra il dormire e il peso.
Gian Luigi Gigli, Presidente AIMS durante la conferenza ha spiegato: “Gli studi dimostrano che la durata del sonno appare chiaramente correlata con il rischio di sviluppare obesità sia nei bambini e negli adolescenti sia negli adulti, specie sotto i 50 anni.
Ma oggi esistono anche informazioni precise che provano come la riduzione del tempo di sonno e i disturbi del sonno sono correlati con l’alterata tolleranza al glucosio, una sorta di anticamera del diabete, e allo stesso diabete di tipo 2”.
Insomma chi dorme ogni notte meno di sette ore (tra i 32 e i 49 anni), ha una maggior probabilità di diventare obeso.
Chi invece dorme più di sette ore e non ha problemi di insonnia, è un soggetto meno vittima dei chili di troppo.
Durante la quinta Giornata Mondiale del sonno sono dunque emersi dati importanti e decisivi per i soggetti che soffrono di disturbi alimentari.
Il sonno e i disturbi correlati sono strettamente legati all’insorgenza di malattie come l’obesità.
“Esiste un legame tra qualità e durata del sonno e sovrappeso e obesità? Se la qualità e le ore di sonno insufficienti, la bilancia se ne accorge perchè aumentano spuntini notturni e inattività fisica durante il giorno”.