San Valentino: per Google l’amore non si compra, con Tony Bennet

L’amore è passare del tempo insieme, avere gli stessi interessi, le stesse passioni. L’amore non si compra con i regali. E’ questo il messaggio del logo Google di oggi, un Doodle romanticissimo dedicato alla festa degli innamorati, San Valentino, che cade oggi 14 febbraio.

Un logo Gooogle che certo si candida, per il momento, al più bello e tenero del 2012. Nonostante siamo ancora all’inizio, siamo certi che questo Doodle per dolcezza e significato resterà tra i preferiti degli appassionati di queste sorprese di Mountain View.

Un logo animato nel quale nulla e causale, da vedere e rivedere più volte per apprezzare i dettagli e le sfumature, capace di commuovere, di far divertire e riflettere. E per il quale è stata scelta come colonna sonora “Cold, Cold, Heart” di Tony Bennet. Ma chi è Tony Bennet? Scopriamolo insieme, perchè anche oggi Google ci dà la possibilità di conoscere meglio un personaggio del quale abbiamo l’opportunità di sapere qualcosa in più.

Anthony Dominick Benedetto, in arte Tony Bennett (nato nel Queens, New York, 3 agosto 1926) è un cantante statunitense di origine italiana, uno degli ultimi grandi cantanti della metà del ventesimo secolo.

Ricordato per successi come “Blue Velvet” e “I Left My Heart In San Francisco”, il suo repertorio si basa su standard e canzoni classiche della musica popolare, per lo più ballate e jazz. Tony Bennett è stato visto come l’eterno rivale di Frank Sinatra, ma i due si professano ammirazione reciproca e infatti hanno registrato insieme la famosa canzone “New York, New York.”

Dopo una crisi prolungata nei decenni del 1970-80 a causa di problemi personali e delle mode che cambiano, ha ripreso vigore negli anni ’90 ed è ora stimato come le stelle e i gruppi delle nuove generazioni. Nel 2006 e nel 2011 ha inciso album di successo dei duetti con artisti del calibro di Lady Gaga, Amy Winehouse, Mariah Carey, George Michael, Elton John, Barbra Streisand, John Mayer, Kd lang, Michael Bublé, Juanes e Alejandro Sanz, tra gli altri.

In uno stato di forma insolita per la sua età, continua ad offrire decine di concerti all’anno. Nel corso di una lunga carriera che copre sei decenni Tony Bennett ha venduto 50 milioni di dischi ed ha aggiunto numerosi premi tra cui 15 Grammy Awards e due Emmy AwaSan Valentino: per Google l'amore non si compra, con Tony Bennetrds.

E’ anche un rinomato artista con opere in musei e istituzioni pubbliche.
“A mio parere, Tony Bennett è il migliore cantante del business (lo spettacolo). Mi eccita quando ti vedo, mi commuove. Lui è il cantante che vede ciò che il compositore aveva in mente, e forse un po’ di più” (Frank Sinatra sulla rivista Life, 1965).

Di origini italiane, Anthony Benedetto è nato in Astoria, un quartiere nel Queens (New York City). E’ cresciuto ascoltando Al Jolson, Eddie Cantor, Judy Garland, Bing Crosby, e artisti jazz come Louis Armstrong, Jack Teagarden e Joe Venuti.

Suo padre era un impiegato di generi alimentari e morì quando lui aveva circa dieci anni, e sua madre ha dovuto lavorare come sarta per sostenere la famiglia.

Uno dei suoi zii era un ballerino di tip tap, ed è stato colui che lo ha introdotto nel mondo dello spettacolo. Era un bambino di dieci anni quando ha cantato nel 1936 quando il sindaco di New York Fiorello La Guardia lo ha invitato in occasione dell’apertura del ponte Triborough, una rete di tre famosi ponti che collegano i principali quartieri della città.


Ha frequentato la Scuola Superiore di Arte Industriale, non solo musica ma anche pittura, un’arte ancora praticata con successo (firma i suoi quadri come Benedetto). Ma ha dovuto lasciare il centro a 16 anni per aiutare la sua famiglia economicamente. La sua carriera musicale iniziò quando cominciò a cantare nei numerosi ristoranti italiani in Queens.

Bennett nel 2005, durante la cerimonia della distinzione Kennedy Center Honor, ha ricevuto un premio insieme ad altre figure come Robert Redford e Tina Turner.

Compiuti 18 anni nel novembre del 1944 fu arruolato a combattere in Germania durante la seconda guerra mondiale. Ha partecipato alla 63a divisione di fanteria e ha partecipato alla liberazione del campo di concentramento di Landsberg. Alla fine del conflitto rimase per un certo tempo nel paese come parte di una band che ha intrattenuto le forze di occupazione. Le esperienze dure della guerra hanno riaffermato la sua ideologia pacifista.