Sciopero benzinai: aggiornamenti oggi 27 gennaio 2012

Lo sciopero dei benzinai previsto per gennaio 2012, ormai con ogni probabilità avrà inizio e soprattutto svolgimento a febbraio 2012. Le associazioni di categoria, dopo che nei giorni scorsi hanno ufficializzato la volontà di uno stop di dieci giorni, non hanno dato seguito alle comunicazioni più attese, vale a dire quelle relative all’effettivo inizio e alla modalità dello stop.

Il motivo è individuabile nel fatto che al momento i distributori sono per lo più in stato di fermo a causa del blocco dei tir. Il mancato rifornimento dei distributori tiene chiusi gran parte dei distributori delle nostre città, dopo che nei giorni scorsi sono stati letteralmente presi d’assalto dagli automobilisti preoccupati da uno sciopero che potrebbe arrivare da un momento all’altro.

La situazione attuale sta già paralizzando le nostre città, e l’idea di uno sciopero che si vada ad aggiungere a questa situazione costituisce un vero e proprio incubo per chi utilizza quotidianamente la propria vettura per recarsi al lavoro. Uno stop di dieci giorni consecutivo sarebbe illegittimo, e così l’ipotesi più probabile è che si proceda a una frammentazione dello stesso per arrivare poi al totale voluto dalle associazioni di categoria.


Questa la motivazione dello sciopero della Faib: “I gestori confermano lo stato di agitazione degli impianti di distribuzione carburanti, sia sulla rete ordinaria che su quella autostradale, la cui articolazione sarà successivamente definita per evitare di aggravare l’attuale stato di forti tensioni e disagio sociale.
E’ la decisione assunta dal Coordinamento Nazionale Unitario dei gestori di Faib Confesercenti e di Fegica Cisl -si legge in una nota- per denunciare la mancata liberalizzazione della distribuzione carburanti da parte del Governo e sostenere il Parlamento a varare una vera riforma per liberare il settore dal controllo assoluto dei monopolisti petroliferi e consentire prezzi dei carburanti più bassi su tutta la rete distributiva.
Tutte le “buone intenzioni” che il Governo aveva esibito, pubblicamente e a più riprese, si sono malamente infrante di fronte alla potente lobby dei petrolieri a cui, nei fatti, viene persino concesso di regolare i conti con una intera categoria di lavoratori che ha “osato” mettere in pericolo privilegi e rendite di posizione”.