Sciopero benzinai: decisione choc, ufficiali 10 giorni di stop

Gran parte dei benzinai nelle nostre città sono già chiusi, la benzina si sta esaurendo un po’ ovunque, e nelle città dove ci sono ancora distributori disponibili, le file diventano sempre più lunghe. E’ l’effetto della minaccia della serrata dei benzinai, che paventano un maxi sciopero della durata di dieci giorni. Ancora da stabilire inizio e fine dello sciopero, ma intanto sembra sempre più lontana l’ipotesi di una contrattazione.

Una durata illegittima, quella dei dieci giorni, considerato che si tratta di un servizio essenziale per l’andare avanti di tutte le necessità sociali. Ma le associazioni di categoria sono irremovibili e confermano le loro intenzioni. Faib e Fegica non mollano e l’ultimo comunicato la dice lunga sulle loro intenzioni. Insomma al momento lo stop di dieci giorni sembra l’ipotesi più probabile, nonostante il limite di tre sia ben lontano.

Ecco il comunicato congiunto appena diramato: “I gestori confermano la proclamazione di un pacchetto di 10 giorni di sciopero degli impianti di distribuzione carburanti, sia sulla rete ordinaria che su quella autostradale, la cui articolazione sarà successivamente definita per evitare di aggravare l’attuale stato di forti tensioni e disagio sociale”.

Il motivo è il comportamento del governo che sembra non aver accolto le richieste della categoria: “E’ la decisione assunta dal Coordinamento Nazionale Unitario dei gestori di Faib Confesercenti e di Fegica Cisl -si legge in una nota- per denunciare la mancata liberalizzazione della distribuzione carburanti da parte del Governo e sostenere il Parlamento a varare una vera riforma per liberare il settore dal controllo assoluto dei monopolisti petroliferi e consentire prezzi dei carburanti più bassi su tutta la rete distributiva”.


La conclusione inevitabile è lo sciopero: “Per questo – conclude la nota – Faib e Fegica, confermando lo sciopero, decidono di articolare la calendarizzazione della chiusura degli impianti anche in funzione delle modifiche che il Parlamento intenderà apportare durante l’iter di conversione in legge del decreto ancora non pubblicato. Tutte le buone intenzioni del governo “si sono malamente infrante di fronte alla potente lobby dei petrolieri – dicono i gestori – il decreto non liberalizza il settore dei carburanti”.