Sciopero benzinai: ultime sullo stop

C’è sempre il rischio che lo sciopero dei benzinai paralizzi l’Italia nei prossimi giorni. Soprattutto se la durata dello stop dovesse essere di 7-10 giorni come ventilato negli ultimi tempi. Le associazioni di categoria sono sul piede di guerra nei confronti delle misure del governo, e gli spiragli per una trattativa sembrano ormai minimi.

Ma alla fine, qualora sciopero sarà, è molto probabile che si opti per un più probabile stop di tre giorni. Anche perchè quello dei benzinai è un servizio che non può legittimamente protrarsi oltre i tre giorni.

Lo spiega Roberto Alesse, presidente dell’Autorità Garante sugli scioperi: “I benzinai non potranno scioperare per più di tre giorni. Al di là di quanto dichiarato alla stampa, le organizzazioni di categoria sanno bene che la legge sugli scioperi e la regolamentazione di settore prevedono limitazioni, in particolare sulla durata e sulla garanzia di servizi pubblici essenziali, che non può eccedere le 72 ore. Qualunque comportamento difforme rispetto a ciò +, pertanto, illegittimo e come tale andrebbe valutato. L’Autorità di garanzia sugli scioperi, peraltro, non ha ricevuto, fino ad oggi, alcuna proclamazione da parte dei Sindacati dei lavoratori addetti alla distribuzione di carburanti”.


Faib-Confesercenti non usa mezzi termini e attacca l’esecutivo Monti per le ultime decisioni prese: “Alla fine il Governo fa retromarcia su tutta la linea di fronte alla potente lobby dei petrolieri, i cui privilegi non vengono neanche scalfiti ma persino rafforzati dalle misure che sono in procinto di essere varate. 
Nessun impianto “multimarca”, così come anche l’Antitrust aveva recentemente chiesto. 
Nessuna libertà per i gestori di rifornirsi sul libero mercato alle condizioni più convenienti per poter dare agli automobilisti italiani prezzi più bassi dei carburanti. 
Automobilisti che, insieme ai gestori, sono i veri gabbati dalla solita politica degli annunci. 
Il Governo si limita a gettare fumo negli occhi dell’opinione pubblica “liberando” solo chi è già libero, cioè i proprietari gli impianti: alla fine il provvedimento non riguarda più di 500 impianti su 25.000. 
Per il resto, il controllo dei petrolieri sull’intera filiera, “dalla culla alla tomba”, che consente loro di mantenere in Italia i prezzi più alti d’Europa, viene completato definitivamente con un regalo inaspettato: ogni compagnia potrà fissare le condizioni contrattuali che vuole, con ogni singolo benzinaio, senza nessuna tutela, nessuna contrattazione, nessuna mediazione collettiva. 
Il risultato finale è che il Governo consegna al nostro Paese una distribuzione carburanti ancora più ingessata, difendendo e rafforzando gli interessi e le rendite di posizione dei monopolisti, ingannando gli automobilisti che sono condannati a pagare prezzi sempre più alti. 
Emerge chiara, anche attraverso la possibilità data ai petrolieri di espellere i gestori e fare impianti completamente selfizzato, la volontà di punire una intera categoria di lavoratori, titolari di piccole impresa, per il semplice fatto di avere osato sostenere la vera liberalizzazione del settore, sfidando i poteri forti. 
Il Governo che tante speranze ed attese aveva voluto autorizzare, si fa artefice di una operazione che, invece, straccia trent’anni di lotte tese a liberare il settore e la categoria dei gestori dal controllo dei petrolieri. 
Alla luce di questo il Coordinamento Nazionale Unitario di Faib Confesercenti e Fegica Cisl dichiara l’immediato stato di agitazione e la chiusura per sciopero degli impianti stradali ed autostradali di 10 giorni. 
Le date saranno indicate e rese note se e non appena le bozze di decreto circolate in queste ore dovessero trovare conferma ufficiale”.