L’autopsia non ha messo in evidenza alcun segno di violenza sul corpo di Roberto Straccia. Il corpo dello studente dell’Università di Pescara è ricomparso sul lungomare di Palese, a pochi chilometri da Bari. La notizia certa è la presenza di acqua nei polmoni di Roberto. Questo farebbe pensare che la dinamica della scomparsa del 24enne sia legata all’annegamento.
Questi dunque i risultati avuti in seguito all’esame autoptico eseguito nell’Istituto di medicina legale del Policlinico di Bari.
Ora si attendono i risultati della perizia tossicologica del medico legale Giancarlo Divella.
Sul corpo è stato eseguito anche il test del dna. Esso avrebbe dunque confermato che quel corpo appartiene a Roberto Straccia.
Roberto è scomparso il 14 dicembre scorso ed il corpo è stato ritrovato sabato 7.
Resta ancora un mistero come il corpo di Roberto sia giunto da Pescara fino alle porte di Bari. La forte mareggiata ha portato sugli scogli di Palese detriti e il corpo del povero ragazzo di Pescara.
Ieri durante la trasmissione “Chi l’ha visto” la famiglia Straccia ha cancellato l’ipotesi del suicidio.
In particolare è la sorella di Roberto a parlare. Lorena dichiara: “Roberto non può essersi suicidato. Amava la vita e non aveva problemi in casa né con gli amici”.
La sorella poi indica tutte le persone che si trovano intorno a lei proprio come testimonianza del fatto che il fratello non aveva problemi a livello sociale e affettivo.
Queste le parole del procuratore di Bari, Antonio Laudati: «I risultati dell’esame autoptico non arriveranno prima di 30-60
giorni. Sono stati conferiti incarichi di elevato livello di specializzazione anche per l’aspetto tossicologico, le analisi istologiche e dei liquidi corporei.
Come è noto, è stato disposto esame del Dna per corroborare l’identificazione effettuata ufficialmente con la comparazione del calco dentario del ragazzo».
Nella foto accanto potete vedere gli amici e i conoscenti di Roberto con uno striscione. La famiglia Straccia sta vivendo un vero e proprio incubo.