Cos’hanno in comune Nino Rota e Google? Ovviamente il Doodle dedicato, che oggi con una semplice quanto romantica illustrazione rende omaggio all’anniversario della nascita di uno dei più grandi compositori italiani contemporanei, che ha legato indissolubilmente il suo nome al cinema e ad alcune colonne sonore indimenticabili.
Nessun logo interattivo, nessun logo musicale, come forse avrebbe anche meritato un personaggio che alle note ha dedicato la sua musica. Una semplice illustrazione dai colori tenui tendenti al blu che immortala Nino Rota seduto al suo piano mentre sorridente e sereno fa ciò che più ama.
Nino Rota è nato il 3 dicembre del 1911 a Milano. Il suo talento è subito sbocciato anche grazie al fatto che a soli 11 anni è stato allievo di Ildebrando Pizzetti e a 15 di Alfredo Casella. Ma è grazie alla sua esperienza di studio negli Stati Uniti che riesce a far esplodere tutte le sue qualità arricchendole di sfumature e di nuove peculiarità che poi si riveleranno fondamentali per diventare ciò che è diventato per la storia artistica del nostro Paese. Nino Rota fa il suo rientro in Italia a 37 anni e diventa direttore del Conservatorio di Bari.
Una delle qualità maggiori che son sempre state riconosciute a Nino Rota è la straordinaria capacità di coniugare composizioni di altissimo livello musicale che allo stesso tempo sono sempre riuscite a entrare nell’immaginario collettivo e a colpire l’orecchio e il gusto di varie fasce di ascoltatori ni maniera trasversale.
Un connubio straordinario di creatività che sposa tradizione e innovazione, con il risultato di offrire prodotti unici nel panorama di quegli anni. Inevitabile che con queste qualità il mondo del cinema si interessasse ai suoi capolavori, capaci di esaltare e rendere immortali alcuni film esaltandone la vena romantica ed evocativa.
Sono pazzi di lui geni del cinema italiano come Soldati, Lattuada, Castellani, Monicelli, Visconti, Zeffirelli, Wertmüller. Ma anche dall’estero arrivano richieste di collaborazione, da parte di registi stregati dalla sua vena artistica come Vidor, Clément, Bondarcuk, Coppola.
E’ probabilmente grazie al matrimonio artistico però che Nino Rota entra nel gotha degli artisti musicali che hanno prestato la loro arte al cinema. Ma non poteva restare indifferente al suo genio anche il teatro.
Tra i film più importanti ai quali ha prestato la sua arte ci sono Il Padrino, Amarcord di Federico Fellini e Assassinio sul Nilo. Nino Rota ha vinto molti importanti premi: un Golden Globe per la migliore colonna sonora originale, un Oscar alla migliore colonna sonora e un David di Donatello per il miglior musicista.
Come detto la vita di Nin Rota è indissolubilmente legata a quella di Federico Fellini, non solo dal punto di vista artistica. Nino Rota morì poco dopo la fine delle registrazioni della sua ultima colonna sonora per Fellini, Prova d’orchestra.
In occasione dei funerali di Federico Fellini, poi, la moglie del regista Giulietta Masina chiese al trombettista Mauro Maur di suonare l’ “Improvviso dell’Angelo” di Nino Rota nella Basilica di S. Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma.
Giuseppe Grazioli, direttore della Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi, a proposito di Nino Rota ha scritto: “Quando sento le temerarie dichiarazioni di musicisti da piano bar che vogliono essere considerati “classici” o di cantanti lirici che pretendono di avere lo “swing” per cantare Cole Porter, mi torna in mente una frase di Nino Rota, pronunciata in risposta alle continue provocazioni sulla sua doppia veste di compositore per il cinema e per le sale da concerto: “Non credo a differenze di ceti e di livelli nella musica: Il termine ‘musica leggera’ si riferisce solo alla leggerezza di chi l’ascolta, non di chi l’ha scritta”. Questo è il pensiero di fondo che ha accompagnato per tutta la vita un compositore che con lo stesso entusiasmo, lo stesso impegno e la stessa maestria scriveva la colonna sonora di “Totò al Giro d’Italia” oppure un concerto per Benedetti Michelangeli, passando per un opera lirica tratta da Victor Hugo.
A cento anni dalla nascita, come potevamo ricordare, senza tradirlo e senza cucirgli addosso ancora una volta l’etichetta di ‘cinematografaro’ (come lo chiamavano all’epoca i colleghi ‘seri’) uno dei massimi rappresentanti della musica italiana del ‘900 tout court?
La nostra risposta è questa rassegna di dieci concerti in cui cercheremo di comunicare al pubblico il bisogno, tipico di Rota, di varcare i confini dei generi musicali per dimostrare come una fuga e una canzonetta accompagnata da una fisarmonica, debbano godere di uguale rispetto se scritte entrambe con onestà. È questa logica che ci ha spinto ad accostare ogni volta nello stesso concerto musica per il cinema, per la televisione, per il teatro, balletti, concerti strumentali e musica sinfonica. Un disordine apparente che riproduce in realtà, con molta coerenza, il suo modo di comporre fatto di idee abbandonate e riprese molti anni dopo, di temi che passano da una colonna sonora ad una sinfonia e viceversa, di incisi di poche note che tornano ossessivamente generando brani diversissimi…
In un’epoca come la nostra dove il mondo della musica classica sembra dirigersi sempre più verso il “crossover”, Nino Rota appare come una straordinaria figura profetica che ci indica la strada da percorrere perché la musica, attraverso le contaminazioni, non perda mai il suo valore e la sua dignità”.