La riforma delle pensioni è uno degli aspetti più importanti con cui dovrà confrontarsi il Governo Monti. Chiamato a una serie di provvedimenti necessari per far quadrare i conti dello Stato, il nuovo presidente del Consiglio sa bene che il Governo tecnico dovrà prima di tutta ristrutturare il sistema previdenziale che al momento non garantisce garanzie ne alo stato nei ai contribuenti italiani.
In questo senso sta già lavorando alacremente il neo ministro del Welfare, Elsa Fornero. La necessità è proprio quella di realizzare una nuova rivoluzione che possa dare più affidabilità a tutto il sistema e soprattutto di portare liquidità per dare ossigeno ai conti dello stato.
L’impegno del nuovo ministro tecnico, esperta economista di previdenza, non è certo semplice. Il primo passo della nuova riforma pensioni del governo Monti che approderà al Consiglio dei Ministri sarà quello di cancellare il vecchio sistema retributivo.
Il nuovo sistema previdenziale si baserà sul calcolo contributivo, in modo che il vitalizio per i lavoratori verrà calcolato su un sistema pro rata. Insomma le pensioni future verranno calcolate in base ai contributi versati per tutti i lavoratori che maturano i requisiti. Non conterà più la somma dello stipendio percepito.
Una riforma che andrà fatta in tempi brevi perchè l’auspicio del Governo Monti è quella di farla entrare in vigore già a partire dal primo gennaio 2012, dunque c’è meno di un mese e mezzo per realizzare la nuova legge pensionistica e approvarla.
Il nuovo sistema comunque non andrà a incidere sui contributi versati fino al 31 dicembre 2011 con i vecchi metodi di calcolo misti.