Oggi, 19 novembre, è la Giornata europea degli antibiotici 2011. Recenti dati messi in mostra dall’Ecdc e dell’Istituto Superiore di Sanità evidenziano come l’eccessivo consumo di antibiotici influisca negativamente sul nostro organismo. I ricercatori infatti hanno notato che i soggetti che fanno un frequente uso di antibiotici, aumentano la resistenza dei batteri. In particolare i ceppi di Klebsiella pneumoniae che risiedono nella mucosa respiratoria e nell’intestino.
Gli ultimi dati messi in evidenza dai ricercatori mostrano come la resistenza della Klebsiella a questi farmaci sia passata dall’1,4% del 2009 al 16% del 2010.
I dati del 2011 sono molto allarmanti: con resistenze che oscillano fino al 19% o 28%.
Marc Sprenger, direttore del Centro europeo di controllo delle malattie (ECDC), spiega che tali dati sono inquietanti.
«In Italia sta crescendo in maniera sensibile la percentuale di infezioni da Klebsiella pneumoniae che non si riescono a guarire neppure con i farmaci del gruppo del carbapenem, medicinali da somministrare in vena, in ambiente ospedaliero, che rappresentano un po’ l’ultima spiaggia in questi casi».
«Tra tante brutte notizie infatti» ha concluso il direttore degli ECDC, «ce n’è almeno una incoraggiante: nel 2010, 7 paesi europei hanno registrato un calo nei tassi della più importante causa di infezioni resistenti agli antibiotici che si possono contrarre in ambiente ospedaliero o comunque nel corso di trattamenti sanitari, quella da stafilococco resistente alla meticillina, il cosiddetto MRSA».