La Gran Bretagna presto potrebbe vietare ai propri automobilisti di fumare in auto. Un divieto che non deriva dalla distrazione che potrebbe comportare la sigaretta nell’abitacolo, ma dal fatto che il fumo mentre si guida costituisce un vero e proprio pericolo per chi si trova nella vettura in quel momento.
Se il fumo passivo è un nemico del quale si conoscono i pericoli, va considerato che all’interno di un ambiente piccolo come l’abitacolo di una vettura i pericoli diventano mille volte maggiori.
Ecco allora che l’associazione dei medici britannici, la Bma, ha deciso di muoversi nei confronti delle autorità per vietare una pratica comune della quale sono vittime, come sempre, le categorie sociali più deboli: anziani e bambini.
Sono le categorie più deboli perchè quelle che subiscono i danni maggiori dal fumo, avendo organismi meno pronti a contrastarlo, e soprattutto perchè spesso sono tra le persone che non si ribellano, per motivi diversi, alla decisione di fumare in auto di chi guida. Non hanno nemmeno la libertà di rifiutare il passaggio, dal momento che non hanno la patente, e dunque devono sottostare a un vero e proprio avvelenamento.
Ma il fumo nell’abitacolo costituisce un pericolo anche per le altre persone, perchè il fumo passivo è un nemico silenzioso del quale spesso si sottovaluta la pericolosità, ma che è capace di fare più vittime ancora di quante ne fanno le sigarette tra i fumatori attivi.
Va detto che comunque anche l’aspetto della sicurezza non va trascurato. Le sigarette sono spesso una causa di distrazione per il guidatore.
Accendere la sigaretta, gestire la cenere, buttarla dal finestrino, sono tutti gesti che rendono poco sicura la guida. Per non parlare poi dalla difficoltà che deriva dal guidare con una mano impegnata a tenere la sigaretta in mano e portarla alla bocca. gesti che per molte persone potrebbero sembrare facili e privi di alcun pericolo, ma non è così.
Mentre si guida una piccola distrazione può essere fatale provocando grandi e piccoli incidenti. Da non sottovalutare poi la visuale resa meno chiara dal fumo nell’aria, che finisce anche per far lacrimare gli occhi.
Vivienne Nathanson, dirigente del Bma, ha intrapreso la sua battaglia in modo che la Gran Bretagna continui a combattere il fumo. Una decisione che dalla Gran Bretagna per estendersi poi ad altri Paesi come l’Italia.
Nel nostro paese il divieto di fumare nei locali pubblici è stata una piccola rivoluzione che ha cambiato in meglio le abitudini e la vita di molti di noi. Alzi la mano chi fino a prima del divieto non vedeva rovinate molte serate al ristorante o in pizzeria da un vicino di tavolo che fumava per tutta la serata.
Dopo questo passo in avanti nel rispetto reciproco, potrebbe arrivare quello relativo alle automobili. La libertà di fumare esiste sempre, purchè non diventi un obbligo a sottostare al fumo passivo nei confronti di chi il fumo non lo tollera. L’automobile è un luogo sociale, dunque si dovrebbe regolarizzare il fumo anche mentre si guida.