Il ddl stabilità diventa legge, non senza qualche difficoltà Il provvedimento che deve consentire all’Italia di uscire dalle sabbie mobili in cui è rimasta impantanata ha visto la votazione a favore dei deputati della maggioranza.
Ma arriva il sì anche da parte delle opposizioni che consentono l’approvazione del provvedimento. Per quanto riguarda il Pd, invece, c’è stata l’astensione dal voto. Il Terzo polo ha votato sì. L’Idv, invece, ha votato no. Il ddl di stabilità era stato votato già ieri dal Senato, e adesso è legge.
Ma quali misure prevede questo passo fondamentale successivo alle dimissioni di Berlusconi che costituisce la base sulla quale dovrà operare il nuovo governo tecnico di Mario Monti? Ci sono le pensioni, la mobilità per gli statali in esubero, dismissioni, tagli ai ministeri, rifinanziamento della Legge Mancia e mini-naja.
Ma non solo. Dopo il sì alla Legge di Stabilità che ha ottenuto il via libera definitivo della Camera, insieme al ddl Bilancio, adesso si dovrà formare il governo che si preannuncia a metà tra tecnico e politico. Il ddl stabilità non presenta modifiche ed emendamenti rispetto al testo licenziato dal Senato.
Mancano le norme sui cosiddetti licenziamenti facili, la patrimoniale e la reintroduzione dell’Ici. Niente sostegno alle zone alluvionate di Liguria e Toscana, ma arriveranno al più presto, subito dopo una precisa quantificazione dei danni. Lo scopo di Napolitano è far giurare Monti entro domani sera in modo da presentare un’Italia di nuovo forte lunedì mattina alla riapertura dei mercati.