Commozione e dolore, ma anche una sensazione di allegria e gioia di vivere, per non tradire il modo di essere di Marco. I funerali di Simoncelli sono stati l’ultimo saluto e il doloroso addio a un amico, a un figlio, a un fratello, a un campione. Ma sono stati anche una festa. Con palloncini, con le sue moto, con tante persone in felpa e maglietta anzichè in tristi completi giacca e cravatta.
Tutta Coriano e non solo è accorsa per salutare il suo figlio prediletto, che se ne è andato troppo presto, ma non così velocemente da passare inosservato. Ha lasciato il segno nei cuori di chi lo conosceva da vicino e di chi lo aveva apprezzato attraverso la tv. Perchè alla fine Marco Simoncelli era la stessa persona in pubblico e in privato. Per questo era così amato. C’erano Valentino Rossi, Marco Melandri, Loris Capirossi, Andrea Dovizioso, Jorge Lorenzo, Sete Gibernau, Randy De Puniet, colleghi ma soprattutto amici. C’era la famiglia di Marco. La mamma sorridente, ma segnata dal dolore, la sorellina con lo sguardo triste, e poi il papà il cui viso tradiva, forse più degli altri, la disperazione e il senso di vuoto. C’era anche Kate, la fidanzata che gli stava sempre accanto. E c’era la musica di Vasco Rossi, perchè era la sua preferita. E’ un applauso continuo, sempre più forte in modo che Sic potesse sentirlo bene da lassù, ma la sensazione è che fosse proprio lì in mezzo alla sua gente.
Se è vero che le fiamme più splendenti sono quelle che bruciano più in fretta, Simoncelli ne è l’esempio più vero e lampante. Una fiamma che non si spegnerà però nei cuori di chi gli ha voluto e gli continuerà a volere bene. E che si scalderà al calore del suo ricordo.