“Nessuna fuga radioattiva” così assicura un portavoce dell’Asn, l’Autorità per la sicurezza nucleare francese. Ma in Italia scoppia il panico. La distanza tra Marcoule e il confine italiano non è tantissima. Dalle ultime fonti sembrerebbe che i Vigili del Fuoco stiano ricevendo in queste ore tantissime chiamate di gente spaventata e che non sa come comportarsi.
Le autorità competenti però rassicurano. Non c’è alcun allarmismo. Ricordiamo che il sito nucleare francese dista 242 chilometri in linea d’aria da Ventimiglia, 257 da Torino e 342 da Genova.
«Non ci sono state fughe radioattive, l’incidente è chiuso». Le autorità francesi non parlano di incidente nucleare ma bensì industriale. E si ritorna a parlare di nucleare e dei rischi che ne conseguono.
Dalle ultime notizie sembrerebbe che il sito sia di proprietà del gruppo francese Edf, il quale ha subìto forti perdite in Borsa e ha definito «industriale» e «non nucleare» l’ incidente. «Non è stata rilevata alcuna contaminazione dalle nostre sei basi nella valle del Rodano», ha confermato la Commissione di ricerca e informazione indipendente sulla radioattività.
Ecco qualche rassicurazione dal capo della Protezione civile nazionale, Franco Gabrielli, all’assessore all’Ambiente della Regione Liguria, Renata Briano: «Al momento non si registrano fughe radioattive», «nella malaugurata circostanza che si possano verificare fughe radioattive, sarebbero comunque ridotte perché non fuoriuscite dal reattore della centrale».
«Attendiamo novità dal Dipartimento Nazionale della Protezione Civile – ha aggiunto l’assessore Briano che sta seguendo l’evolversi della situazione in Francia, dove è già al lavoro l’unità di crisi con Ispra-Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale e Vigili del Fuoco».
Di recente l’Arpal, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ligure, ha dichiarato che «l’attuale situazione dei venti spingerebbe verso sud-est e non dovrebbe interessare il territorio ligure».